lunedì, 28 settembre 2009
Igo Gruden (1893 - 1948) , cantore del carso triestino, è stato uno dei maggiori esponenti della poesia slovena del '900; nato ad Aurisina, nella zona delle famose cave di pietra, difese anche politicamente la popolazione di lingua slovena quando il suo territorio natio passò all'Italia alla fine della 1a Guerra Mondiale; convinto pacifista, fu considerato un intellettuale antiitaliano e venne più volte incarcerato e infine internato nel lager dell'isola di Arbe.

Nelle cave di Aurisina

Ascolta - canti calabri e friulani
echeggiano dalla pietra, suonano vibrando.
L'orecchio ho teso - oh, vorrei gridare
da Aurisina fin giungere a Sistiana.
Magri e bruciati più delle cicale
i corpi che vacillano al sole:
mani che arretrano e s'alzano ovunque.
rassegnati sguardi, guance rugose.
Il berretto bianco di carta in capo,
ma sotto i pensieri sono cupi e tristi,
semisvestito, dalla cava cerca
di dare all'affamata prole il pane;
solo il sabato, dentro l'osteria
i crucci oscuri annegano nel vino.
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martedì, 22 settembre 2009

Mahmoud Darwish (al-Birweh 1941 - Houston 2008) è stato sicuramente il più grande letterato e poeta palestinese. E' nato in un villaggio dell'alta Galilea che è stato completamente distrutto e non figura più sulle carte geografiche; Darwish ha vissuto la condizione di esule fin da bambino: Russia, Egitto, Giordania; ha fatto parte per molti anni del Comitato Esecutivo dell'OLP e ha redatto, nel 1988, il testo della Dichiarazione di Indipendenza dello Stato Palestinese; è stata a tutt'oggi l'unica personalità palestinese, dopo Arafat, cui sono stati concessi i funerali di stato. Al di là del suo impegno politico, a causa del quale per molti anni i suoi spostamenti e i particolari della sua vita rimasero segreti per motivi di sicurezza, Darwish ha diretto quotidiani (Ittihad) e riviste letterarie (al-Ahram) pubblicati dall'OLP; la sua produzione letteraria è vastissima; per commemorare la sua figuraè stata organizzata, il 5 ottobre 2008, una lettura contemporanea mondiale delle sue poesie.

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Carta d’identità

Scrivi: sono un arabo;
la mia carta porta il numero cinquantamila.
Ho otto bambini,
e il nono nascerà dopo l’estate.
Ti dispiace forse ?
Scrivi: sono un arabo;
impiegato con i compagni della miseria in una cava,
ho otto bambini

per i quali dalla roccia
ricavo il pane,
i vestiti ed il quaderno.
Non chiedo la carità alle vostre porte
né mi umilio davanti alle piastrelle dei gradini.
Ti dispiace forse ?
Scrivi: sono un arabo; un nome senza titolo
e resto paziente in una terra
dove tutto vive con impulso di furia.
Le mie radici si sono ancorate qua,
prima del nascere del tempo
prima dell’apertura delle ere
anteriormente ai cipressi, agli uliveti
ed al crescere dell’erba.
Mio padre viene dalla stirpe dell’aratro,
non è un figlio di signori privilegiati,
mio nonno pure era un contadino
né ben cresciuto, né ben nato !
Mi insegnava l’orgoglio del sole
prima di insegnarmi la lettura dei libri.
La mia casa è la guardiola di un custode
fatta di rame e di canna.
Sei soddisfatto della mia posizione ?
Ho un nome senza titolo !
Scrivi: sono un arabo;
dai capelli color carbone
e dagli occhi bruni.
La mia descrizione:
un akal sulla kufiyya copre il mio capo;
e il palmo della mano duro come la roccia,
graffia chi lo oserebbe toccare.
Il mio indirizzo è:
un villaggio disarmato….dimenticato
dalle vie senza nomi.
Scrivi: sono un arabo;
avete rubato la vigna dei miei nonni
e la terra che coltivavo
insieme ai miei figli.
Senza lasciare a noi nulla
né ai nostri nipoti
se non queste rocce.

E’ forse vero che il vostro stato
prenderà anche queste
come si mormorava ?
Allora !
Scrivilo in cima alla prima pagina:
non odio la gente
né aggredisco alcuno,
ma se divento affamato
la carne dell’ usurpatore sarà il mio cibo.
Attenzione !
Guardatevi
dalla mia collera
e dalla mia fame !


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lunedì, 21 settembre 2009

Riprendiamo a parlare di poesia, e cominciamo guardando lontano.
Purtroppo, a guardare vicino, ci sono troppi avvenimenti che non mi sento di affrontare (penso ai ragazzi del sud morti in Afghanistan) o dei quali non ho proprio voglia di parlare (Silvio, le sue escort ecc ecc.); senza contare i tanti recenti, dolorosi, lutti che hanno riguardato persone a me care sia nel mondo della musica (Gianni Basso, Nunzio Rotondo) che in quello della poesia (Beno Fignon, che in realtà faceva parte di entrambi).
E così lo sguardo viaggia all'indietro nel tempo e vi propone alcuni versi di un poeta a me caro sin dai tempi del liceo, per il suo essere così modernamente scandaloso, per esserelo ancora oggi, figuriamo ai suoi tempi.
Archiloco è vissuto all'incirco tra il 680 e il 645 a.c.; nato a Paro, un'isola facente parte delle Cicladi, si mantenne facendo il soldato mercenario. la tradizione narra che venne ucciso in battaglia da un certo Calonda, mentre combatteva per difendere la sua patria. Fu poeta e uomo trasgressivo e anticonformista, ribelle alle convenzioni sociali e all'etica del suo tempo.

Con la grande coppa vieni spesso tra i banchi
della nave veloce, e togli i tappi agli orci panciuti;
fino alla feccia spilla il vino rosso: noi,
in questa guardia, non potremo essere sobri.
.
Qualcuno dei Sai si vanta del mio scudo, che presso un cespuglio
- arma gloriosa - lasciai non volendo.
Ma salvai la mia vita. Quello scudo, che importa?
Vada in malora. Un altro ne acquisterò, non meno bello.
.
La fortuna di Gige ricco d'oro non m'interessa;
non mi prese mai invidia, né sono geloso
di opere divine; un grande potere non bramo;
è lontano dai miei occhi.
.
Cuore, mio cuore, turbato da affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari
il petto; e negli scontri coi nemici poniti, saldo,
di fronte a loro; e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori
non troppo: apprendi la regola che gli uomini governa.


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mercoledì, 02 settembre 2009
Cari amici, torno dopo una lunga assenza, e lo faccio per un'occasione speciale.
Oggi è il compleanno di Maria Pia Quintavalla, poetessa a me cara, che tra i regali ricevuti può annoverarne uno speciale.
La sua bellissima raccolta Album Feriale, edita da Archinto nel 2005, ha vinto la XXVIIa edizione del prestigioso Premio Nazionale Alpi Apuane; la notizia è già ufficiale, ma ve la do in anteprima.
La premiazione avverrà presso la Sala dei Convegni delle Terme S.Carlo a Massa, il prossimo 12 settembre.
Nel rinnovare auguri e congratulazioni a Maria Pia, per voi - come regalo che mi auguro sarà adeguatamente da voi apprezzato - una poesia tratta dalla raccolta premiata.
Buona lettura e - questa volta veramente - arrivederci a presto.

Maria Pia Quintavalla


Mariposa

I

Marea marina. Segreta di felici
danze del cuore oh, come planare

marea marina oasi finita
dei sette veli -
copristi il freddo.

Ruota rutila vento,
mulino caro dai begli occhi e braccia
alzate, e il peso grigio sarà

leggero,
e soave - così il mio cuore,
tre donne intorno al cuore
           e finivano così,

nell'assembrato solo
     - Il solo.

II

Salto nel vuoto salto in corona
salimmo a piedi;

infiorescenze brulicano
larva amorosa e sola, ma dipinta
y sola, triste -

silhouette canta
cara divina scherzi ma soave,
senti le prime viole nascere dai piedi,

scheletri ai primi passi - mani
che lo tenevano,
                il futuro.


III

Così materica danza si muoveva
felice ma ferita -
si involò e assurse,
in caduta crollare
          volo di struzzo
e piume volo implume,
solitaria crescenza dei tessuti
e materia sopita riproruppe -
quel vasto tempo e insegne
che col corpo solo non si può rifare

un allegro deatro dei
no, infinito.

                 *

Giribizzo felice
sghirigora tra i rami -
breve rosa e incauta  c h i e d e

tante cose e volte,
e case sul cammino -
erano passi erano danza

l ì  geometrica e piana,
ottusa voglia di vincere la danza.

Melania mariposa
invidia il tulle, il ramo
e l'opalina

intanto larve zampe
e leggera
sifonia di incrocio

la  i m p ri g i o n a n o,

   futura.


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lunedì, 29 giugno 2009
Alberto Cappi, il grande poeta e saggista mantovano, ci ha lasciato. Ha perso l'ultima battaglia contro una crudele e dolorosa malattia.
Di lui ci resta la sua poesia, il suo sorriso, il suo orgoglioso distacco da ogni forma di "potere".Alberto Cappi Di lui vi propongo questo brevissimo frammento:
.
Il barbaro è alle porte, le torme all'
orizzonte. Il nostro luogo è circoscritto,
inscritto nel cerchio dell'abisso.
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sabato, 13 giugno 2009
Sono passati trent'anni.

Sembra ieri

Demetrio Stratos
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martedì, 24 marzo 2009
Domani Cecil Taylor compie 80 anni.
Una vita dedicata a regalarci la sua straordinaria musica, così avanti nel tempo e nello spazio che impiegheremo ancora molti anni a capirla e decifrarla veramente.
Un pianista eccezionale nella sua unicità; un intellettuale lucido e passionale al tempo stesso, dotato di una carica fisica ed emotiva difficilmente eguagliabile. Chi l'ha visto suonare dal vivo non può essere rimasto indifferente: personalmente ricordo un concerto degli anni '70 a Firenze in trio con i suoi più amati compagni di viaggio, il batterista Andrew Cyrille ed il compianto saxofonista Jimmy Lyons.
Auguri, Cecil, grazie di cuore.

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martedì, 10 marzo 2009

Lo confesso, me ne sarei dimenticato se non avessi visto un paio di articoli di giornale (Corriere della Sera e La Stampa) dedicati a lui: Topo Gigio è stato uno dei più cari compagni della mia fanciullezza, da quando nel 1960 mio padre comprò una TV. Ogni settimana aspettavo con malcelata ansia che trasmettessero le meravigliose "Storie di Topo Gigio", di cui ancora oggi serbo il ricordo: doveroso, quindi. questo piccolo omaggio al simpatico Gigio, alla sua formidabile creatrice Maria Perego e all'inimitabile "voce" di Peppino Mazzullo.

Molti anni dopo mia figlia ascoltava sorridendo le canzoncine del piLaura PeregoPeppino Mazzullo nei panni di Richetto insieme al Mago ZurlìTopo GigioTopo Gigio 2Topo GiogioTopo Gigio allo Zecchino dccolo grande Topo, prima di passare, pochi anni dopo - ahimè - ai Jonas Brothers. In coda alle foto c'è il testo di una bella canzone scritta da Memo Remigi e da lui cantata in uno splendido duetto con Gigio/Mazzullo. Ora accendete la TV, guardate quello che c'è e mettetevi a piangere.


Che tipo di topo sei ?

( Memo Remigi )

Che tipo di topo sei?
Perché me lo domandi?
Questi son fatti miei!
Ma lascia che ti chieda
che cosa pensi di me
Che i topi del tuo tipo
sono i topi che fanno per me
Tu, tu, tu,
che tipo di uomo sei?
Perché me lo domandi?
Non sono fatti tuoi!
Ma lascia che ti chieda
che cosa pensi di me?
Che quelli del tuo tipo
sono i tipi che fanno per me!
Ti piace il gruviera?
Lo mangio mattina e sera
Tu piaci alle ragazze?
Le ragazze per me vanno pazze!
Ti piace passeggiare?
Sì quando il cielo è blu
E poi vorrei cantare
Cantare come sai tu
Credimi, cantare è facile,
facile come una musica
prova anche tu Gigio vai! (parlato)
facile, cantare è facile
così Gigio, ancora! (parlato)
facile, come una musica
Tu, tu, tu,
che tipo di topo sei?
Perché me lo domandi?
Questi son fatti miei!
Ma lascia che ti chieda
Che cosa pensi di me
Che i topi del tuo tipo
Sono i topi che fanno per me

Eh.! Eh! Eh! Mi concedi questo ballo? (parlato)
Ma Gigio, vuoi ballare con me? (parlato)
Uh!Uh!Uh! Ma certo, col tuo ditino! (parlato)
Ah! Ah! Che tipo di topo sei! (parlato)
Gh! Ma cosa mi dici mai!!!! CASQUE' !!!!!!! (parlato)

Ti piace il gruviera?
Lo mangio mattina e sera
Tu piaci alle ragazze?
Le ragazze per me vanno pazze!
Ti piace passeggiare?
Sì quando il cielo è blu
E poi vorrei cantare
Cantare come sai tu
Credimi, cantare è facile,
facile come una musica
dai Gigio vai! (parlato)
Facile, cantare è facile
Si Gigio, così ancora!
Facile, come una musica
Insieme Gigio! (parlato)
Credimi, cantare è facile
Facile come una musica
Ancora Gigio! (parlato)
Facile, cantare è facile
 

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categoria:topo gigio
giovedì, 05 marzo 2009

Come promesso ecco una puntata di "belle facce" interamente al femminile; e poi tra pochi giorni è l'8 marzo...Alida ValliAmelia RosselliClara MurtasCristina MazzaDina GatinaIngeborg BachmannLois NetteltonMaria Pia QuintavallaPaola CortellesiShalija PatelTatyana Moseeva

 

 

 

 

 

 

 

 Qualcuno mi ha segnalato che, in alcuni casi, fermando il puntatore sulla foto non compare il nome. Ho pensato quindi fosse meglio elencarli in coda alle foto in ordine di apparizione; con calma farò lo stesso anche per le puntate precedenti; ecco l'elenco di oggi: Alida Valli, Amelia Rosselli, Clara Murtas, Cristina Mazza, Dina Gatina, Ingeborg Bachmann, Lois Nettelton, Maria Pia Quintavalla, Paola Cortellesi, Shalija Patel e Tatyana Moseeva

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categoria:belle facce
venerdì, 27 febbraio 2009

La situazione generale non è buona (Grazie, Tricarico...)

Neppure quella del lavandino ecc ecc.

Ho sentito dire a Marco Travaglio - e la frase non era detta nè per scherzo nè a mo' di ossimoro - che vista la situazione attuale del PD, in assenza di personaggi con un minimo di credibilità e carisma si potrebbe offrire un posto di leader della sinistra a Giulio Tremonti. Vuol dire che la frutta è già finita, siamo al caffè...

Allora consoliamoci con un po' di belle facce, in attesa di tempi migliori.

(Mi sono reso conto che ho pubblicato foto solo di uomini: vi giuro che la cosa è del tutto involontaria. Cionostante, per giusta "par condicio", la prossima puntata di "belle facce" sarà dedicata esclusivamente alle donne).

Albert AylerBuck ClaytonCharlie ShaversDario BellezzaDemetrio StratosDexter GordonElio Filippo AccroccaGino ScartaghiandeLuigi MetropoliStefano Sbarbo CavedoniToro SedutoJames Moody

Ecco l'elenco dei momi in ordine apparizione: Albert Ayler, Buck Clayton, Charlie Shavers, Dario Bellezza, Demetrio Stratos, Dexter Gordon, Elio Filippo Accrocca, Gino Scartaghiande, Luigi Metropoli, Stefano "Sbarbo" Cavedoni, Toro Seduto e James Moody

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categoria:belle facce