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Questa è una giornata storta.
Capitano anche a Bertop.
Il mio commento è quello del grande Carolus Cergoly: "Vita te voio ben / ma no ogni giorno"
Cari amici, facendo le mie ricerche sui "Poeti di Parma" mi sono spesso imbattuto in oscuri, ma validi, poeti di ogni contrada. Non ho mai pensato, se non molto saltuariamente, di proporvene qualcuno. Faccio ammenda, e comincio. Servirà, se non altro, a togliere - almeno per un istante - dall' oblio il lavoro, troppo facilmente dimenticato, di tanti autori che hanno dedicato la loro vita alla poesia.
Comincio con Giovanni Battista Zappi, (nato a Imola 1667-1719), che, dopo essersi laureato in Giurisprudenza a Bologna, si trasferì a Roma dove fu tra i fondatori della locale "Arcadia".
Dicol, nè men vergogno,
nè so s' io veglio o sogno,
s' io sogno o s' io vaneggio,
s' io vidi o se ancor veggio:
quel che veder mi parve
fur visioni o larve ?
Nol so: so ben che Amore
con barbaro furore
de la mente il bel raggio
ne toglie, e guida a morte.
Fugga da Amor chi è saggio;
fugga da Amor chi è forte.
Ch' ei d' ogni cor fa scempio,
poi se ne vanta, l' empio;
non fa che tradimenti,
poi ride il traditore:
fuggite Amore, o genti,
genti, fuggite Amore.
Prodeguo con Jacopo Sannazzaro (nato a Napoli 1458 - 1530), il quale, nelle grazie di Ferdinando I° di Borbone che ne ammirava l' opera, ebbe dallo stesso in dono una splendida villa a Mergellina, nella quale il poeta si ritirò a celebrare l' amata Carmosina Bonifacia.
Vaghi, soavi, alteri, onesti, e cari
occhi, del viver mio cagione e scorte,
s' el ciel che vi creò con lieta sorte
per fare i giorni miei sereni e chiari;
dunque il bel velo, e queli leggiadri e rari
capelli, a studio sparsi per mia morte,
con la man ne' miei danni sempre accorte,
perchè mi son di voi sì spesso avari ?
Se questa offesa non tardasse in parte
la debil penna, e l' affannato ingegno,
sareste forse ornati in molte carte:
che, benche i' sia di tanta altezza indegno
d' amor sospinto, pur potrei senz' arte
lassar di voi quà giù non legger pegno.
Sarà il caldo, sarà lo stress, sarà la bruttezza della tentacolare metropoli milanese, ma mi sembra di vedere brutte facce in giro, per non parlare di quelle sui giornali e sullo schermo del televisore.
Lo vedo male, il nostro povero pianeta, ad avere a che fare con quelle facce: le belle facce sono altre, tipo quelle che sto per inserire qui sotto in questo post.
E se proprio non sapete quelle facce di chi sono, fermatevi un ottimo sopra le immagini col mouse, e vergognatevi un pochino per non averle riconosciute...









