Cari amici, probabilmente tutti voi avrete avuto notizia di cosa sta succedendo all'edizione 2007 del Premio Viareggio; la novità è che quelle che di solito sono le "carte segrete" che rimangono nell'ombra dei vari premi letterari, sono stati resi di pubblico dominio dalla stessa Presidentessa della Giuria, Rosanna Bettarini.
Ne riporto una parte, a cominciare dal verbale della seduta nella quale sono state votate le terne dei finalisti non per amore di gossip, ma per suscitare un dibattito su un tema che si presta a molte considerazioni: aspetto con ansia di leggere quello che ne pensate e i vostri commenti.
PREMIO LETTERARIO VIAREGGIO-RÈPACI
Verbale della seduta di venerdì 22 giugno
Alle ore 16,30 si riunisce la Giuria nella sala del Viareggio Congressi in Viareggio.
Sono presenti:
R.Bettarini (Presidente), A.Donati (Segretaria), M.Ciccuto, G.Ficara, G.Fink, P.Ghilarducci, G.Livi, R.Manica, E.Rasy, M.Santagostini, G.Van Straten.
Sono assenti giustificati:
S.Givone (convegno di filosofia a Mosca), C. Moreni (missione di lavoro a Verona), F.Parazzoli (motivi di salute), M.Volpi (motivi di salute).
Sono assenti ingiustificati:
A.Berardinelli, M.Cucchi, G.Gozzini, C.Piersanti.
Il Presidente ringrazia i componenti della Giuria per aver affrontato il viaggio nonostante lo sciopero dei treni. Segnala che le dimissioni di Mario Lavagetto, dovute al suo stato di salute e già annunciate nel 2006, sono state formalizzate a gennaio mediante una cordiale lettera; inoltre a maggio sono pervenute le dimissioni di Giuliano Amato, motivate con l’impossibilità di conciliare i suoi impegni istituzionali con quelli del Premio. La Giuria è stata parzialmente reintegrata chiamando a farne parte Alfonso Berardinelli, che ha accettato.
Il Presidente chiarisce che il Premio Viareggio-Tobino è stato istituito, d’intesa con il Comune di Viareggio e con la Fondazione Tobino di Lucca, per i motivi espressi nel regolamento già reso noto
ai componenti della Giuria. Con una bella manifestazione, allietata anche dall’interessante intervento di Mario Monicelli, è stato proclamato “Autore dell’anno 2007” Claudio Magris in riconoscimento della ricca messe letteraria della sua intera carriera.
L’intestazione “Viareggio-Tobino” in realtà sostituisce quella del Premio d’Inverno istituito, ma non formalizzato con un apposito regolamento, dal compianto Enzo Siciliano allo scopo di onorare, appunto, la memoria di Mario Tobino.
Il Premio giornalistico “viareggioterzapagina-Cesare Garboli” è nato in sostituzione del Premio delle Culture Europee, istituito per una sola edizione da Enzo Siciliano; questo premio è stato soppresso, d’intesa con il Comune di Viareggio, per l’evidente assenza di candidati dotati dello specifico profilo richiesto e per evitare una costosa e poco utile proliferazione di premi. Il Presidente ricorda che il terzapagina è un premio passato al vaglio di una doppia Giuria: quella del Viareggio-Rèpaci, che segnala ma non vota, e quella formata dal Comitato di Gestione riunito in Giuria, che vota soltanto sulle segnalazioni individuali dei giurati del Viareggio-Rèpaci. Il Presidente spera che l’anno prossimo le segnalazioni siano più numerose e, superato il primo periodo, necessariamente sperimentale, la Giuria possa scegliere in un ventaglio più ampio.
Il Presidente chiarisce che le rose orientative passate alla stampa sono il frutto di quanto espresso dai giurati prima della riunione collegiale e quindi non possono essere confuse con le rose selettive di cui al Regolamento, che vengono formate sulle segnalazioni (non ancora voti) dei giurati riuniti in assemblea, per cui qualsiasi segnalazione presentata nella riunione in corso deve essere presa in considerazione ai fini del voto per le terne dei finalisti. Pertanto, qualsiasi libro, anche l’ultimo letto stamani in treno, deve essere preso in considerazione purché ottenga in questa sede le cinque segnalazioni richieste dal Regolamento.
Van Straten e Rasy esprimono perplessità e chiedono che venga letto il Regolamento. La Segretaria dà lettura dell’Art. 7, che recita: «Ogni opera, per entrare in una rosa di selezione, deve essere segnalata da almeno cinque commissari. La Giuria procede alla formazione della rosa di cui sopra e quindi alla scelta finale delle opere da premiare. Dalla rosa selettiva se ne forma una finalista con dieci libri, cinque per la narrativa-poesia e cinque per la saggistica. Per entrare in finale ogni libro deve ricevere otto voti. La Giuria non compila graduatorie di merito e non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere nonentrate nella rosa selettiva».
La Segretaria legge altresì l’ultimo comma dell’Art. 9: «I Commissari che non possono presenziare alla riunione della rosa selettiva hanno l’obbligo di trasmettere per iscritto alla Segreteria tempestivamente le loro designazioni».
Sul punto non ci sono altri interventi e il Presidente riprende l’esposizione della sua relazione esortando la Giuria a considerare non opportune le candidature che abbiano ricevuto riconoscimenti
da altri premi letterari, onde evitare che il Viareggio diventi un premio-fotocopia; ritiene infatti necessario conservare integre tutte le possibilità di scoperta di altri autori meritevoli. In ordine al metodo di lavoro, il Presidente dichiara che intende interpretare la sua funzione in modo “quasi notarile” e cioè di ritenersi un coordinatore della Giuria; pertanto, pur dando il suo contributo alla discussione, non presenterà suoi candidati preferenziali e si asterrà da ogni votazione se non nel caso eventuale di parità.
Si passa alla discussione del primo punto: assegnazione del Premio Internazionale Viareggio- Versilia. In proposito il Presidente rende noto che il Comune di Viareggio ha avanzato la candidatura di Arturo Paoli, missionario di chiara fama e autore di numerose pubblicazioni, il cui profilo esaudisce in modo pieno le finalità del Premio. I giurati vengono invitati a presentare eventuali altre candidature. Verificata l’assenza di altre proposte, si passa alla votazione e il Premio Internazionale Viareggio-Versilia viene assegnato all’unanimità ad Arturo Paoli.
Il Presidente apre la discussione sul Premio letterario, da affrontare nel seguente ordine: Narrativa, Poesia, Saggistica, Opera Prima.
Ficara dichiara che vorrebbe votare Colagrande, che aveva già segnalato ma che non ha trovato presente nella prima rosa orientativa.
Van Straten, sempre in riferimento a Colagrande, vorrebbe sapere come sia stato possibile che un autore che aveva i voti nella prima rosa sia stato eliminato e “definisce inammissibile che un concorrente sia stato escluso dalla rosa per il solo fatto di avere vinto un altro premio altrove” e che in tal modo il presidente fa “scempio dello statuto e del regolamento”.
Il Presidente chiarisce che la prima rosa orientativa, come detto in apertura di seduta, è il frutto di segnalazioni ‘a distanza’ e non di voti, i quali possono essere espressi soltanto dentro la Giuria riunita, e che la rosa selettiva rimane aperta fino al momento immediatamente precedente la votazione per le terne dei finalisti. Ribadisce inoltre, a proposito di Colagrande (ed anche di Bre,Zaccuri, Anedda e Fallai) che ritiene non opportuno che il ‘Viareggio’ diventi un premiofotocopia delle scelte operate da altre giurie.
A grande maggioranza la Giuria decide di prendere in considerazione, almeno nella fase della votazione per la formazione delle terne, anche i libri finalisti o vincitori di altri premi letterari; inoltre decide che le segnalazioni pervenute per via epistolare da parte dei giurati assenti non hanno valore di voto.
NARRATIVA
Si passa ad un primo giro di opinioni per la formazione della rosa selettiva e dopo ampia discussione si raccolgono le seguenti segnalazioni:
Santagostini: Cavazzoni, Bosio, Bulgheroni
Livi: Cavazzoni, Bulgheroni, Pascale, Tuena
Ciccuto: Tuena, Cavazzoni, Siti
Van Straten: Siti, Tuena, Zaccuri
Ghilarducci: Bosio, Siti, Tuena, Cavazzoni
Ficara: Cavazzoni, Pascale
Rasy: Di Consoli, Tuena, Cavazzoni, Bosio, Bulgheroni
Manica: Cavazzoni, Siti, Tuena
Fink: Bulgheroni, Cavazzoni, Tuena, Zaccuri
Donati: Cavazzoni, Bulgheroni, Di Consoli, Siti, Pascale
Bettarini: Cavazzoni, Bulgheroni, Pascale, Siti
Si procede dunque alla votazione per la terna dei finalisti sulle opere dei seguenti autori:
Bosio, Bulgheroni, Cavazzoni, Di Consoli, Pascale, Siti, Tuena, Zaccuri
Le tre opere che ottengono più voti sono (in ordine alfabetico):
M. Bulgheroni, Un saluto attraverso le stelle (Mondadori)
E. Cavazzoni, Storia naturale dei Giganti (Guanda)
F. Tuena, L’ultimo parallelo (Rizzoli)
[nota: essendosi presentato un caso di parità, vota anche il Presidente]
POESIA
Dopo un primo giro di opinioni per la formazione della rosa selettiva e dopo ampia discussione si
raccolgono le seguenti segnalazioni:
Fink: Anedda, Crovi, Mari
Donati: Anedda, Bre, Airaghi, Carpi
Manica: Bre, Mari
Rasy: Bre, Picca, Anedda, Carpi
Ficara: Bre, Carpi, Loi
Ghilarducci: Bre, Picca
Van Straten: Bre, Mari, Picca
Ciccuto: Bre, Crovi, Loi, Picca
Livi: Crovi, Mari, Carpi, Loi
Santagostini: Loi
Bettarini: Loi, Carpi, Bre, Airaghi, Picca, Crovi, Zucchi.
Si procede alla votazione per la terna dei finalisti sulle opere dei seguenti autori:
Airaghi, Anedda, Bre, Carpi, Crovi, Loi, Mari, Picca, Zucchi
Le tre opere che ottengono più voti sono (in ordine alfabetico):
S. Bre, Marmo (Einaudi)
F. Loi, Voci d’osteria (Mondadori)
M. Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi)
A questo punto Rasy propone di procedere alla discussisone della Saggistica per ultima; la Giuria acconsente e si passa alla discussione dell’Opera Prima.
OPERA PRIMA
Esaurito un primo giro di opinioni per la formazione della rosa selettiva e dopo ampia discussisone si raccolgono le seguenti segnalazioni:
Manica: Baldanzi, D’Arcangelo, Fallai
Rasy: Baldanzi, D’Arcangelo, Fallai
Ficara: Baldanzi, Colagrande
Van Straten: Baldanzi, Fallai, D’Arcangelo
Ghilarducci: nn
Ciccuto: Fallai, Baldanzi
Livi: Colagrande
Santagostini: Fallai
Fink: Baldanzi, De Roma, Fallai, Perroni
Donati: D’Arcangelo, Colagrande
Bettarini: De Roma, Perroni, D’Arcangelo
Si procede alla votazione per la terna dei finalisti sulle opere dei seguenti autori:
Baldanzi, Colagrande, D’Arcangelo, De Roma, Fallai, Perroni
Le tre opere che ottengono più voti sono (in ordine alfabetico):
S. Baldanzi, Figlia di una vestaglia blu (Fazi)
P. Colagrande, Fìdeg (Alet)
P. Fallai, Freni (edizioni e/o)
Il Presidente propone, e la Giuria accetta, di sospendere i lavori per una breve pausa.
La Giuria riprende i lavori dopo circa trenta minuti.
SAGGISTICA
Effettuato un primo giro di opinioni per la formazione della rosa selettiva e dopo ampia discussione si raccolgono le seguenti segnalazioni:
Santagostini: Agosti
Livi: Agosti
Ciccuto: Agosti, Beccaria
Van Straten: nn
Ficara: Beccaria, Mauri, Agosti
Ghilarducci: Agosti, Beccaria, Cecchetti
Rasy: Beccaria, Benevolo, Mauri
Manica: Benevolo, Ciliberto, Mauri, Beccaria, Agosti
Fink: Agosti, Beccaria, Mauri
Donati: Cecchetti, Beccaria, Mauri
Bettarini: Agosti, Benevolo, Beccaria, Stella.
Si procede quindi alla votazione per la terna dei finalisti sulle opere dei seguenti autori:
Agosti, Beccaria, Benevolo, Cecchetti, Ciliberto, Mauri, Stella
Le tre opere che ottengono più voti sono (in ordine alfabetico):
S. Agosti, Il testo visivo (Marinotti)
G.L. Beccaria, Tra le pieghe delle parole (Einaudi)
P. Mauri, Buio (Einaudi)
Il Presidente, preso atto che le opere di ben trenta autori entrate nelle rose selettive sono state giudicate in meno di tre ore, ringrazia la Giuria per l’efficienza e la rapidità dei lavori e la convoca per il giorno 28 agosto p.v. per votare i vincitori di ciascuna sezione. La seduta è tolta alle ore
19,30.
Il Presidente
Ed ecco, di seguito e senza commenti da parte mia (per ora) una selezione di carteggi vari il cui unico ordine è cronologico:
Cara Rosanna Bettarini
Scusami se mi faccio vivo con tanto ritardo, ma mi è capitato proprio di tutto, compreso un ricovero d'urgenza in ospedale con dimissioni il giorno 24 e con superamento della soglia della dialisi su cui, bene o male, mi ero bloccato da diversi mesi. Come ti dicevo, avevo a suo tempo accettato di far parte della giuria del premio Viareggio per le insistenze di Enzo Siciliano, a cui mi legava un'amicizia di molti anni e a cui, nonostante la diversità delle scelte e dei modi di vita, ero profondamente legato. Tra l'altro Enzo, conoscendomi, aveva giocato con molta discrezione e signorilità il tasto della solidarietà di patologia.
Se c'era un persona che potesse convincermi a rimanere (e che in parte mi aveva anche convinto) quella eri tu, per la grande ammirazione che ho sempre nutrito per il tuo lavoro e per la simpatia istintiva che mi avevi ispirato nel corso delle giornate di Viareggio.
Purtroppo l'evolversi negativo della mia situazione mi sconsiglia di sobbarcarmi ulteriori, anche piccoli impegni. Non mi resta, dunque, che augurarti buon lavoro e buon anno e che augurarmi di avere altre occasioni di incontro.
Con molta amicizia
Mario Lavagetto
9 gennaio 2007
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caro Maurizio, non ho più avuto tue notizie. Hai ricevuto al mail con la lettera di Rosanna Bettarini e tutto il nuovo programma? Se sì, ti aggiungo solo che è decaduta tutta la storia delle commissioni interne alla giuria, perchè ci sono state un po' di riserve da parte di alcuni giurati, magari se ne riparlerà tutti insieme. Per il resto fammi sapere sa va tutto bene, grazie
Alba
11 febbraio 2007
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Cara Rosanna, affinchè tu sappia tutto ti giro anche la mail del maleducato Cucchi, volevo evitare ma poi ho pensato che era meglio che tu leggessi tutto. Naturalmente è come se non l'avessi ricevuta.. A domani
Alba
14 febbraio 2007
Cara Alba, in effetti non avevo letto bene. Comunque c'era forse qualcosa di cervellotico, nel tutto. Boh!
So solo che Lavagetto è stato indegnamente rimpiazzato dal mediocre Fonzie. Stammi bene.
maurizio
11 febbraio 2007
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Cara Rosanna, visto che oggi non potrò essere presente alla riunione, volevo ragguagliarti su alcuni punti che a me paiono importanti per il futuro del Premio Viareggio.
Ho la percezione piuttosto decisa che il proliferare dei premi e delle iniziative non corrisponda ad una effettiva sostanta economica. Dico questo perchè: in questi due anni sento che Marcella Malfatti stenta a far quadrare i conti, e cerca con fatica di rimediare come può.
Ad esempio avverto sempre l'ansia di sistemare (a dormire) tutta la giuria, quasi con la speranza che qualcuno non venga o che non si fermi a dormire.
Credo che un premio debba invece sperare e augurarsi che la giuria sia presente e che segua i lavori per tutta la durate degli eventi. E, dato che poi il Viareggio non offre gettoni degni di nota, debba proprio provvedere a una buona ospitalità. Stesso discorso vale per i giornalisti: avverto sempre la paura che possano venire in tanti. Cosa che, è inutile ,dire sarebbe più che auspicabile.
Inoltre ho saputo casualmente da alcuni giurati che alcuni gettoni di rimborso o non sono stati corrisposti. In alcuni casi sono i giurati stessi che per dimenticanza non hanno inviato le "pezze d'appoggio", ma ciò, credo, non dovrebbe essere motivo per non ottemperare agli obblighi. In ogni dove - convegni premi etc - esiste una persona addetta alla segreteria del convegno che via via fa il punto della situazione, chiama i relatori li sollecita e chiude la questione.
Scusa sono quisquilie, ma poi come si dice la gente parla, e il Premio non ci fa una bella figura, in un momento in cui tutti i premi più importanti organizzano super eventi, come il Grinzane che in questi giorni porta trenta giornalisti a New York per una settimana da Philip Roth. Non so quale sia la soluzione se più finanziamenti, o tagliare un premio, o dimezzare la giuria. Dico per dire. Ma affrontare le cose così è pesante per tutti, in primo luogo per Marcella Malfatti che ha tante cose importanti da fare per il premio e finisce per logorarsi le giornate al pensiero che un giurato possa venire in doppia o in singola.
Grazie a tutti e buon lavoro.
Alba Donati
13 aprile 2007
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Cara Alba,
la presente è formalizzare le mie dimissioni dal Premio Viareggio. Ne avevamo parlato informalmente, sono stato lusingato dagli "scoraggiamenti" che ho ricevuto, ma nella situazione in cui mi trovo non posso fare altro che mantenere il proposito di lasciare.
Il Premio ha fra i suoi pregi quello di rivolgersi ad una larghissima platea di autori e quindi chiede ai suoi giurati di leggere tutto ciò che esce nell'anno. Per gli stessi giurati è una grande opportunità, ma per me oggi è un compito impossibile da assolvere.
Non amo mantenere impegni che non sono in grado di sostenere. E per questo Le chiedo di comunicare alla nostra Presidente e al Comune di Viareggio la mia decisione.
Grazie di tutto e buon lavoro.
Giuliano Amato
15 maggio 2007
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A Giorgio Van Straten
Si apprende del malanimo che nutri nei confronti miei, della giuria e dell’Amministrazione Comunale di Viareggio, che nel Premio investe cospicue risorse, dalle tue frasi riportate tra virgolette da Salvadori sulla “Nazione”, “Il Giorno”, e “Il Resto del Carlino” e da Bucci sul “Corriere”: “indicammo Rosanna Bettarini come e un presidente primus inter pares . La nostra era un’idea di gestione partecipata del premio che invece è divenuta una gestione molto dirigistica della presidente. E su questo tema che si è aperta la discussione.”
E ancora: “Le polemiche sono solo sulla gestione.”
Si tratta di affermazioni del tutto false poste a sostegno di un’azione irresponsabile finalizzata al raggiungimento di obiettivi vili.
Nell’unica riunione della giuria (22 giugno e non ci sono state altre occasioni), sul tema non si è aperta alcuna discussione; si è parlato di libri e basta. Nessuno ha mosso polemiche sulla gestione, ché oltretutto non compete alla giuria, e in quanto al mio presunto dirigismo, devo ricordare che non ho presentato miei candidati preferenziali, non ho partecipato alle votazioni per le terne dei finalisti (tranne una sola volta per risolvere un caso di parità) e ho lasciato alla maggioranza della giuria la decisione di votare, in trasgressione allo Statuto, anche le opere già gratificate da altri premi letterari.
Per il buon nome di tutte le componenti del Premio Viareggio avrei preferito che i malumori, se c’erano, venissero a galla in un dialogo franco, corretto e leale durante la riunione della giuria o in qualsiasi altra sede da te prescelta. Avrei anche preferito che la polemica, se ci doveva essere, fosse quella sapida della letteratura e non quella limacciosa delle questioni gestionali.
Così non è stato e adesso non interessa capire o sapere come mai e perché.
Conta soltanto che l’assoluta assenza di argomenti fondati sulla realtà dei fatti, ti ha spinto a colpire il Premio con l’arma abbastanza infame delle allusioni generiche, producendo un terribile sfregio a quell’immagine autorevole che l’impegno di tante giurie serie e oneste ha guadagnato al Premio in ottant’anni.
Credo di avere il diritto di chiederti, e di ottenere, un chiarimento; non sulla tua presa di posizione, il cui carattere pretestuoso è evidente, ma sulle tue reali intenzioni riguardo al Premio Viareggio, il prestigio del quale ho il dovere di difendere non soltanto in privato come questa volta.
Aspetto di aver notizia delle tue determinazioni.
Rosanna Bettarini
Firenze, 9 luglio 2007
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Al Sindaco di Viareggio
All’Assessore alla cultura del Comune di Viareggio
Ai componenti della giuria
Cari amici,
vengo a sapere che il Presidente del premio Viareggio, professoressa Rossana Bettarini, ha proceduto alla nomina di quattro nuovi giurati. Ritengo tale nomine illegittime ai sensi dell’articolo 12 del nostro statuto.
In tale articolo si dice infatti che il Presidente procede alla sostituzione dei giurati che si dimettono prima del 15 maggio, cioè prima che inizino le procedure di voto. Mentre successivamente si può sostituire con procedura immediata solo chi si dimette dopo tale data. La ratio di tale norma è evidente: la giuria che inizia le votazioni deve essere la stessa che le porta a conclusione, almeno che non ci sia un giurato che esce in corso d’opera.
Chiedo dunque al Comune di Viareggio di intervenire per ripristinare la corretta gestione del premio, che peraltro era già venuta meno in occasione delle procedure per la formazione delle rose.
Questo non per mero formalismo, ma perché il rispetto delle regole è la base per il buon andamento e per l’onorabilità stessa di un premio che ha nella sua storia discussioni anche accese, ma non credo simili lesioni alle norme stabilite dal suo fondatore.
Cordialmente,
Giorgio van Straten
Roma, 25 luglio 2007
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a Giorgio Van Straten
a Elisabetta Rasy
e per opportuna conoscenza:
al Signor Sindaco del Comune di Viareggio
alla Signora Assessore Comunale alla Cultura
a tutti i giurati del Premio Viareggio-Rèpaci
Caro Giorgio e cara Elisabetta,
ho speso la vita a occuparmi di letteratura e gli argomenti di carattere giuridico superano le mie povere forze e mi mettono in uno stato d’animo molto prossimo al panico. Per assicurare correttezza assoluta ad ogni aspetto, ed ad ogni passo, della gestione del Premio Viareggio ho, quindi, ritenuto opportuno acquisire il parere di un noto giurista, che me lo ha graziosamente reso con patto di riservatezza sulle persone coinvolte.
Si tratta di una memoria di otto pagine che illumina diversi temi interpretativi dello Statuto, alcuni dei quali sono compresi nel terzo punto dell’o.d.g. in trattazione nella prossima riunione della giuria; qui, per esigenza di brevità, riporto dalla premessa e dalle conclusioni soltanto le parti che riguardano la questione posta dalle vostre lettere del 25 e 26 luglio: trascrivo dalla Premessa:
“L’istituzione Premio Viareggio è regolata dalle pattuizioni interne ai ruoli che la compongono e da quelle di carattere contrattuale con il Comune di Viareggio che emergono dal complesso di atti pubblici
di seguito elencati:
rogito dr Casella notaio in Viareggio 16 agosto 1947 reg. 20 agosto al n. 203, vol. 87
rogito dr Staderini notaio in Roma 3 agosto1966 rep. 508560 rac. 31302
rogito dr Tolomei notaio in Viareggio 5 aprile 1975 rep. 425 rac. 11
deliberazione Consiglio Comunale di Viareggio n. 25 del 3 maggio 1996
deliberazione Consiglio Comunale di Viareggio n. 43 del 21 settembre 2004.
Il Premio Letterario Viareggio si configura come opera di carattere creativo ai sensi dell’art. 2575 C.C. e degli artt. 1 e 2 della legge 22 aprile 1941 n. 633; si configura altresì come azienda autonoma ai sensi dell’art. 2555 C.C. di cui è titolare il presidente ai sensi dell’art. 2563 C.C.
Il presidente ha duplice titolarità ai sensi delle vigenti leggi sul diritto d’autore e di quelle civili sull’impresa e pertanto ogni iniziativa connessa con la manifestazione, e comunque con l’uso della testata, compete al presidente, che viene costituito unico legittimo organo di rappresentanza, di disposizione e di gestione del Premio, sia nei rapporti con i terzi, sia nei rapporti interni, essendo a lui devoluta la facoltà di nominare e di revocare i componenti della giuria [rog. Staderini, cit.].”
trascrivo dalle Conclusioni:
“La norma di cui all’art. 12 dello Statuto conferisce al presidente del Premio un obbligo ed una facoltà.
Il presidente è obbligato a sostituire i commissari che hanno rassegnato le dimissioni ovvero siano cessati dalla carica prima del 15 maggio. Nel contempo, ove le dimissioni o la cessazione dalla carica si verifichino dopo il 15 maggio, il presidente ha la facoltà di provvedere alla sostituzione, ma non ne ha l’obbligo, se ravvisa la possibilità che la giuria possa operare efficacemente in formazione ridotta.
Il potere attribuito al presidente in materia di nomina dei commissari non subisce, di fatto, limiti temporali riguardo al suo esercizio poiché il complesso delle norme contenute negli atti richiamati non indica alcun termine entro il quale il presidente è obbligato alla sostituzione. Il termine indicato dall’art. 12 riguarda esclusivamente, in via ordinatoria, l’obbligo che il presidente ha di provvedere alla sostituzione nel caso specifico della dimissione o cessazione dalla carica anteriormente al 15 maggio, e tuttavia tale incombenza può essere esercitata in qualsiasi momento dopo tale data, poiché non è prevista dal complesso delle norme sopra citate alcuna decadenza temporale. La mancanza di un termine temporale imposto al presidente affinché provveda alla nomina dei commissari risiede nella necessità che la giuria possa essere reintegrata nella sua composizione in qualsiasi momento, anche in sede deliberante, onde consentire il migliore e corretto funzionamento dell’organo nell’interesse superiore delle finalità del Premio. Qualsiasi eccezione contraria appare infondata, in fatto e in diritto, essendo di evidenza palmare la facoltà del presidente di nominare o sostituire i commissari in qualsiasi momento.”
“Alla luce della disciplina regolante la vita dell’istituzione, il ruolo del Comune di Viareggio è circoscritto agli incombenti riguardanti il Comitato di Gestione, che rimane in ogni caso presieduto dal presidente della giuria; unico soggetto legittimato, attivo e passivo, del Premio Viareggio è il presidente pro tempore, ancorché la proprietà, intesa come azienda, sia stata conferita dal fondatore Leonida Rèpaci al detto Comune. Pertanto il Comune di Viareggio non appare ‘ricorribile’ e qualsiasi richiesta, ad esso indirizzata, d’intervento nelle eventuali controversie nascenti all’interno della giuria, va ritenuta irricevibile.”
Credo non mi rimanga altro da aggiungere.
Delle polemiche amo quasi tutto, ma non mi piace alimentarle; mi limito quindi a scrollare via quelle intollerabili etichette politiche che mi sono state appiccicate addosso anche se non mi appartengono. Per il resto, acqua passata.
Nel salutarvi cordialmente, spero infine di riuscire a farvi partecipi del mio forte desiderio di tornare a discutere, tutti insieme, nel maggior numero possibile e serenamente, soltanto di letteratura
Rosanna Bettarini
Firenze, 29 luglio 2007
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A Giorgio Van Straten
Prendo atto che nella tua azione non c’è malanimo “tanto meno verso la giuria o il comune di Viareggio, al cui Sindaco [ti] lega un’antica amicizia” e vedo come, per tua stessa ammissione,“qualsiasi ipotesi di [tua] candidatura” alla presidenza del Premio è stata avversata con fermezza dal Comune di Viareggio.
Prendo atto del tuo “profondo rispetto per la correttezza delle procedure” e vedo come le hai calpestate nell’edizione 2006 quando si sei auto-promosso all’inesistente carica di “vice-presidente esecutivo”, comunicata con enfasi alla stampa (e ancora lo fai), quando la giuria è stata riunita una sola volta e ha potuto votare soltanto tra finalisti preconfezionati per telefono e non si sa come e da chi.
Prendo atto (e ho provveduto a emendare il verbale in questo senso) che trovi “inammissibile che un concorrente venga escluso per il solo fatto di aver vinto un altro premio altrove e che, in tal modo” stavo “facendo scempio dello statuto”, nel quale, però, all’art. 2 leggo: Sono altresì prese in esame e premiate "Opere Prime" di narrativa, di poesia, di saggistica pubblicate da scrittori che non abbiano mai riuniti i loro scritti in volume e che si presentano per la prima volta al giudizio di una commissione letteraria.
Prendo atto che dubiti della mia buona fede e mi ritieni “abituata a gestire in questo modo il potere accademico” e vedo il meschino tentativo, nella disperata ricerca di argomenti, di allargare il campo delle polemiche a cose che non conosci, rifacendoti ad una vulgata vetero-studentesca alla quale evidentemente sei rimasto inchiodato; vedo anche che non ti piace più definirmi “maestra di scuola” e questo mi dispiace perché in effetti è stata la cifra della mia intera vita.
Prendo atto che a causa delle tue critiche pretestuose ritenevi che io “mettessi immediatamente a disposizione il mandato” e vedo da quali vette di presunzione lasci cadere le tue spudorate impertinenze.
Prendo atto che ritieni “che non siamo fatti allo stesso modo” e vedo con assoluta chiarezza quanto sia vero.
Prendo atto che intendi continuare la tua “battaglia, proprio in difesa della credibilità e diversità del premio” e vedo come, nella confusione dei generi, continuerai a impedire alla giuria di occuparsi serenamente del suo compito.
Prendo atto……
Ma è una vera noia e mi vedo costretta a chiederti di non continuare ad abusare della mia cortesia costringendomi, con altre missive, a risponderti ancora.
con un cordiale addio
Rosanna Bettarini
Firenze, 3 agosto 2007
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Cara Alba,
non ti fai vedere né sentire dal 22 giugno, data dell’ultima riunione della Giuria. La tua segretaria Caterina Briganti, prima di andare in vacanza, mi ha scritto che sei “al mare e con il telefono rotto”.
Tutta la fase, ormai delicata e impegnativa nell’imminenza della tornata finale, ti ha vista assente. Anche il notevole impegno della cura dei quattro incontri tra i finalisti e relativi presentatori con il pubblico viareggino, pur essendo di natura squisitamente letteraria, è stato sostenuto esclusivamente dalla segreteria organizzativa.
Come presidente della Giuria mi astengo da ogni interpretazione, ma nella qualità di presidente del Comitato di Gestione, che ha approvato la retribuzione per la tua prestazione di segretaria letteraria del Premio Viareggio, mi corre l’obbligo di richiederti una spiegazione che possa valere anche sul piano amministrativo.
Un saluto, mentre rimango cortesemente in attesa di una sollecita risposta
Rosanna Bettarini
Firenze, 10 agosto 2007
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a Marco Marcucci, sindaco del Comune di Viareggio
e p.c. a Rosanna Bettarini, Presidente del Premio Viareggio Repaci
a Cristina Boncompagni, Assessora alla cultura del Comune di Viareggio
Gentile Sindaco,
ci rivolgiamo a Lei come rappresentante dell’ente proprietario del premio Viareggio per segnalarle una situazione che si è fatta ormai insostenibile.
L’attuale presidente del premio, professoressa Rosanna Bettarini, ha negli ultimi mesi, ripetutamente, agito senza rispettare le regole, lo spirito del premio e il buon senso. Molti di noi hanno fatto notare al presidente quanto tale comportamento sia dannoso al nome e all’immagine del Viareggio e come sia necessario tornare a quel clima di fattiva collaborazione che aveva contraddistinto l’edizione dell’anno scorso e anche la sua elezione. Ma tutto è stato inutile, anzi, più la si è invitata a riconsiderare le sue scelte e più le sue reazioni si sono fatte autoritarie e la sue mosse meno condivisibili, dall’esautorazione della segretaria letteraria dal suo ruolo fino all’ultima clamorosa decisione di nominare quattro nuovi giurati nel bel mezzo delle votazioni (cioè fra la definizione delle terne e la votazione finale).
A questo punto, e lo diciamo con molta amarezza, si rischia di arrivare al 28 agosto in un clima che può bloccare l’assegnazione stessa del Viareggio 2007.
Noi vorremmo che questo non accadesse e che si potesse procedere alla definizione dei vincitori anche per tutelare il diritto degli autori che hanno diritto a una valutazione serena e conclusiva delle loro opere. Ma per evitare tutto questo è necessario che la professoressa Bettarini, di fronte a questa nostra presa di posizione, e alla scelta ancor più radicale di Berardinelli e Parazzoli che hanno ritenuto di dimettersi, faccia un passo indietro decisivo rispetto alle sue posizioni e ai suoi modi di agire.
Vogliamo che il premio torni ad avere una gestione condivisa, non autocratica, e trasparente e chiediamo al Comune di Viareggio di fronte alla dichiarazione del Presidente che ha definito il premio “poco più di un gioco di società”, di interrvenire, prima del 28 agosto, a tutela della storia e del prestigio del Premio.
21 agosto 2007
Maurizio Cucchi
Alba Donati
Giorgio Ficara
Giovanni Gozzini
Raffaele Manica
Carla Moreni
Claudio Piersanti
Elisabetta Rasy
Mario Santagostini
Giorgio Van Straten
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Cara Rosanna, mi ha fatto molto piacere conoscerti e parlare con te in quelle belle serate invernali e primaverili in cui siamo stati insieme a Firenze. Quelle serate, però, erano solo un prologo ideale ai lavori del Premio. Purtroppo mi sono reso conto più tardi che il mio interesse per i lavori della giuria è troppo scarso, soprattutto se questi lavori si risolvono più in malumori e scontri procedurali (anche giustificati) che nella discussione collettiva, aperta e approfondita sul valore dei libri e sulla maggiore o minore opportunità di premiarli.
Sono stato avventato (per simpatia nei tuoi confronti) ad accettare di entrare nella giuria del Premio quando me lo hai proposto molto gentilmente e amichevolmente.
Ora mi dimetto con rammarico, ma anche con la certezza che la mia assenza non farà danno a nessuno e che nessuno potrà sentire la mia mancanza.
Tuo
Alfonso Berardinelli
21.8. 07
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Spett. Segreteria Premio Viareggio.
Con preghiera di comunicare tempestivamente questa mia decisione all'Assessorato alla Cultura, alla Presidenza e ai componenti la Giuria del Premio.
Non è, nè è mai stato nelle mie consuetudini, prendere parte a questioni e controversie che escludono ogni valore letterario, quali si sono andate sviluppando nell'attuale sessione del Premio.
Prego quindi di accogliere, sia pure con mio rincrescimento, le mie dimissioni dalla Giuria del Premio di cui mi onoro, comunque, di avere fatto parte.
Con i migliori saluti e auguri
Ferruccio Parazzoli
21 agosto 2007
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A
M. Cucchi, G. Ficara, G. Gozzini, R. Manica, C. Moreni, C. Piersanti, E. Rasy, M. Santagostini, G. Van Straten
e p. c.
a tutti i Giurati del Premio Letterario Viareggio- Rèpaci
Cari Amici della Piccola Fronda,
mi permetterete di chiamarvi così per comodità di sintesi e mi permetterete di rispondervi direttamente, anche se la vostra lettera è indirizzata al Sindaco di Viareggio che, pur estraneo all’ argomento, mi legge cortesemente in copia con la consueta attenzione al divenire del Premio e con l’abituale sensibilità per l’indipendenza della Giuria.
Da quanto ho appreso dalla stampa e adesso finalmente dalla vostra lettera di ieri, che per facilità di lettura allego in calce, tutte le questioni sul tappeto sono riconducibili ad una sola: l’osservanza delle regole. Per il rispetto che vi devo proverò dunque a giustificare le mie azioni, regolamento alla mano.
Come sapete, il Premio Viareggio non è un concorso (art. 6) al quale possano iscriversi gli autori, o gli editori, ma un’iniziativa autonoma di un gruppo di letterati costituito in Giuria, dove ogni membro usa la propria conoscenza della più recente produzione editoriale per avanzare proposte agli altri membri e, attraverso un percorso in quattro tappe, proclamare vincitrici le opere ritenute più valide nelle classi della narrativa, della poesia, della saggistica e dell’opera prima.
Esclusi gli accordi preliminari ed esclusa qualsiasi influenza esterna alla Giuria, le tappe sono:
1 . rose preliminari orientative: la segreteria raccoglie per le vie brevi tutte le segnalazioni avanzate in assoluta libertà dai giurati in qualsiasi numero fino al momento della prima riunione;
2 . rose selettive: (art. 7), sono formate dalle opere che nella prima riunione della Giuria vengono segnalate (candidate) da almeno cinque giurati;
3 . rose finaliste: (art. 7) la Giuria vota limitatamente alle opere di cui al punto precedente; quelle che ottengono più voti, con un minimo di otto, entrano nella terna delle opere finaliste;
4 . opere premiate: sono ovviamente quelle che nella riunione conclusiva ottengono la maggioranza dei voti dei giurati presenti.
‘Caso Stella’: questa appena descritta è la prassi alla quale mi sono attenuta quando ho segnalato insieme ad altri il libro di Rizzo e Stella nella fase 1 e non ho insistito quando nella fase 2 è stata verificata la mancanza delle cinque segnalazioni richieste dal regolamento.
‘Caso Colagrande’: lo statuto all’art. 2 prescrive che le opere prime per essere prese in esame siano “pubblicate da scrittori che non abbiano mai riuniti i loro scritti in volume e che si presentano per la prima volta al giudizio di una commissione letteraria”. È stato mio dovere avvertire la Giuria che i libri di Colagrande e di Fallai erano privi di questi requisiti; tuttavia, come ricordano i presenti, ho accettato il parere della maggioranza fino all’inserimento di entrambi nella terna finalista.
Come avete constatato non ho presentato, né in pubblico né in privato, miei candidati preferenziali; per le terne finaliste mi sono sempre astenuta dal voto, tranne che per dirimere un caso di parità, e mi sono sempre rimessa alla volontà della maggioranza della Giuria. Intendo mantenere questo atteggiamento anche nella scelta dei libri vincitori, fedele alla mia dichiarazione iniziale di cura “quasi notarile”, con animo aperto a tutte le proposte avanzate nell’interesse del pieno successo del Premio.
Ho fatto una sorta di esame di coscienza e, rivisto passo passo tutto il percorso da novembre ad oggi, ho raggiunto la ragionevole certezza di avere sempre osservato il regolamento del Premio e anche le regole di cortesia e civiltà. E siccome credo che la correttezza, quando è autentica, vada non solo praticata ma anche dimostrata, in omaggio alla più assoluta trasparenza ho disposto che tutti i carteggi comunque connessi all’attività della Giuria e del Premio vengano resi di pubblico dominio attraverso il nuovo sito ufficiale del Premio all’indirizzo
www.premioletterarioviareggiorepaci.it.
Non torno sulla liceità della nomina a giurato del “Viareggio” di quattro letterati di grande e riconosciuto valore, poiché è stata ampiamente dimostrata nella mia precedente lettera, corredata di parere legale, inviata a Van Straten, Rasy e a tutti i giurati. Il regolamento in proposito è chiarissimo ed è stato sempre applicato nello stesso modo: da Rèpaci nel 1966 fino a Garboli nel 2002.
L’aderenza al regolamento del mio operato, mosso esclusivamente dalla preoccupazione di assicurare alla riunione conclusiva un numero congruo di presenze, preoccupazione suscitata dal fatto che a giugno i presenti erano circa la metà, è oggi comprovata dalle dimissioni di Parazzoli e Berardinelli, che mi lasciano la facoltà di decidere, ai sensi dell’ultimo capoverso dell’art. 12, se lasciare per quest’anno la Giuria in formazione ridotta, ovvero provvedere alla “sostituzione immediata” dei dimissionari, in modo che il grande impegno, umano e finanziario, profuso finora da tutti coloro che hanno creduto, e credono, nel Premio conduca in ogni caso alla più felice conclusione dell’iniziativa.
Certo, forse sarebbe preferibile preconizzare riunioni di Giuria omogenee e costanti nel tempo, ma esaminata la storia del Premio e fatto appello alla mia esperienza personale di quest’ultimi dodici anni, ho dovuto prendere atto che due sole riunioni di Giuria con eguale composizione non ci sono mai state. Prova ne sia che anche in questa edizione 2007 i numerosi assenti della riunione che ha deciso le terne (numero 8, di cui 6 ‘frondisti’),ove presenti nella riunione finale, verrebbero a inserirsi con il loro giudizio sulle opere da premiare nel processo decisionale iniziato da altri. Che è esattamente il caso dei giurati di nuova nomina, che vengono a trovarsi, rispetto alle terne già stabilite, nell’identica posizione dei giurati che erano assenti nella prima riunione. Un ricambio di persone e di opinioni che reputo comunque positivo e fecondo, perché è sicuramente uno degli strumenti più efficaci per mantenere il “Viareggio” al riparo dalle solite (forse e altrove) pastette preconfezionate; una garanzia in più che ha ben funzionato nel passato e che intendo saldamente conservare in questa e nelle future edizioni.
Devo respingere con fermezza, perché non rispondente a verità, l’affermazione di avere proceduto all’“esautorazione della segretaria letteraria dal suo ruolo”; Alba Donati è semplicemente scomparsa dal 22 giugno, facendomi scrivere dalla sua segretaria personale “Alba è al mare con il telefono rotto”; ma di questo posso fare a meno di annoiarvi perché, per fortuna, la materia non riguarda la Giuria, bensì il Comitato di Gestione che, dopo il primo provvedimento di avvertimento datato 10 agosto, la tratterà compiutamente sul piano amministrativo insieme al serio problema dell’Ufficio Stampa del Premio, Davis & Franceschini (titolare Donati), portatore di interessi editoriali di promozione commerciale di libri fin troppo presenti tra quelli segnalati e poi entrati nelle terne finaliste.
Ho visto come la stampa, pur virgolettando, ha, nel migliore dei casi, distorto talune mie dichiarazioni e sono convinta che altrettanto sia avvenuto per gli apprezzamenti personali, talvolta anche offensivi, che mi sono stati indirizzati. Dunque nulla quaestio, ma nell’interesse del prestigio del Premio, che vedo sempre più trascinato nei campi polverosi di pilotate illazioni mediatiche, da cinque giorni mi attengo al più rigoroso silenzio stampa.
Il Premio trova la sua forza originale nella pluralità di opinioni che si generano al suo interno.
Dialogo franco e condivisione delle scelte sono le mie priorità; ho certezza che siano anche le vostre e che accetterete il mio invito ad arricchire i lavori della Giuria con la vostra presenza nella tornata finale del 28 agosto. Invito che rivolgo con particolare calore a quei giurati come Cucchi, Gozzini, Moreni, Piersanti che in questo anno di mia presidenza non si sono mai fatti vedere; come del resto Berardinelli e Parazzoli adesso dimissionari.
Concludo questa lettera, mi accorgo troppo lunga, pregandovi sinceramente di sospendere la Piccola Fronda procedurale, che avrà comunque a breve la sua opportuna sede di chiarimento, e di aprire invece una Grande Fronda letteraria o dieci, o anche più, in ogni caso capaci di onorare con passione e lealtà il compito che ci è stato assegnato.
cordialmente
Rosanna Bettarini
Firenze, 22 agosto 2007












