L'amico e poeta Luca Ariano (nella foto è quello al centro tra Marco Merlin, alla sua destra, e Massimo Gezzi) mi ha fatto dono di un suo inedito fresco fresco di "penna". Nel ringraziarlo ve ne faccio dono a mia volta, augurandovi una buona lettura.
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Mancavi da tre anni dalla Metropoli
e ci sei tornato due volte in meno
di tre giorni – forse per la paura d'abbruttirti
come lui che parla solo davanti ad un monitor
o Giovanni – quattro volte che smette di fumare,
per non diventare un precoce necrologio
sul giornale ma quando bruciano i gangli s'accende una paglia.
Certo non potevi pensare fosse un motivo
di Gaber e Jannacci: le ringhiere
occupate prima d'esser ruspate, lì dove da quasi due secoli
si sentivano i passi di una sola famiglia;
una di quelle trombe d'aria di fine estate,
di quelle che radono pioppi mai ripiantati,
che fanno spuntare pioppini per il risotto
e palazzine nuove con vista stazione.
L'Enrico con qualche sua paura – forse perchè nel Paesone
già sanno tutto di lui, scende
con una canna di fortuna, rubata davanti un cassonetto
tra carruggi smaltati di sole e bagnati di fiori,
dopo una sera d'amore di sabbia:
lo sa che domani lui odorerà il muschio della notte,
cercato da una vita per il suo presepe natalizio.