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La battuta che segue non è mia, è di Vauro: ma la ripropongo volentieri..
Prodi se n'è andato, Berlusconi non è ancora arrivato. Godiamoci questo magico momento.
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La battuta che segue non è mia, è di Vauro: ma la ripropongo volentieri..
Prodi se n'è andato, Berlusconi non è ancora arrivato. Godiamoci questo magico momento.











Cari amici, oggi vi segnalo l'avvio di una nuova iniziativa di ibrida@menti dedicata alla poesia.
L'iniziativa si chiama Voci della poesia - ibrid@poesia e intende racogliere e selezionare "voci della poesia" sul tema del virtuale. L'iniziativa è coordinata da Marco Saya (assieme allo staff di ibrid@menti) e si avvale della collaborazione di altri blog che rilanceranno nel proprio spazio - a loro insindacabile scelta - alcuni dei testi tra quelli selezionati: si tratta di La poesia e lo spirito, viadellebelledonne, poetilandia, poiein, Baldo Bruno, musicaos ed ellisse.
Il primo tema proposto è L'amore virtuale: sono ammesse poesie inedite esclusivamente in lingua italiana ma è possibile utilizzare linguaggi connettivi e sperimentali, dove il suono e l'immagine si fanno parola; i testi non devono eccedere le 36 righe, comprensive dei versi e degli spazi vuoti e vanno inviati al seguente indirizzo: ibridapoesia@yahoo.it entro le ore 24 dell'11 febbraio 2008. Maggiori dettagli qui li trovate qui: http://ibridamenti.splinder.com
Infine, come omaggio augurale all'iniziativa, vi offro due testi: il primo è di Mario Galzigna
, che di ibrid@menti è non solo uno dei fondatori, ma sopratutto un carismatico trascinatore oltre ad essere un intellettuale poliedrico e attento al divenire del mondo. Mario è docente di Storia della Scienza e di Epistemologia clinica (storia e metodi della psichiatria) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha fondato nel 1992, per la casa editrice Marsilio, la collana di testi e di saggi Il corpo e l'anima; è condirettore della rivista telematica Psychiatry on line - Italia (http://www.pol-it.org) e la lista delle sue pubblicazioni è sterminata. Last but not least, con l'avatar di heteronymos
cura un eccellente blog (http://emmegi.splinder.com) che vi invito a frequentare.
Ricordo le ciminiere di fuoco
tra le ceneri dell'alba. Speranze,
sotto i cieli di un futuro visibile...
Cieli rossastri, senza paradiso,
solcati dagli assordanti clamori
di una guerra senza fine. Crudele.
Speranze. Di chi non vuole soccombere
all'arcano feticcio della merce.
La polvere. Gli odori della chimica.
Il profumo della nostra inquietudine.
La voglia di sognare, di creare
mondi. Contro le trappole del tempo...
Il secondo è di uno dei più singolari (e sfuggentemente misteriosi) personaggi che animano sia ibrid@menti che la blogsfera nel suo insieme: si tratta di lefty333boy, di cui vi posso dire solo che è un genio, che è greco e che è il titolare di un blog affascinante quanto disturbante :
(http://lefty333boy.splinder.com).
Se quella ragazza fosse morta per amore,
malattia o solitudine
non lo sapremo mai.
Malgrado il rischio che un giorno qualcuno,
in un blog, un post o un commento
potesse chinarsi su quella specie di donna manichino,
la donna virtuale che donò tutto il suo amore
al fantasma di un uomo crudele,
e riconoscere il corpo da tempo defunto della sorella,
madre o figlia,
eros - eroinomane - thànatos.
Quella stessa identica ragazza morta
cominciò ad essere baciata e penetrata
da migliaia di persone e visitatori shiny star.
Per generazioni milioni di estranei premeranno
le loro labbra e le loro dita su di lei,
una copia esatta di quelle labbra morte
affogate un giorno gelido con l'alta marea
e il vento che soffiava forte
dentro le sue ossa malate a Venezia.
Per i secoli a venire, da tutto il mondo,
i bloggers continueranno a
tentare di salvare la stessa ragazza,
la stessa identica autolesionista donna morta.
Quella donna che voleva soltanto amare
ed essere un po "amata"...
Che si innamorò di un fantasma greco,
dell'uomo sbagliato...
la ragazza che visse esclusivamente
dietro uno schermo.
La Sacra Puttana del Web.
Qualche tempo fa il poeta Lorenzo Carlucci (è nato a Roma nel 1976, si è laureto in Filosofia Logica alla Normale di Pisa nel 2000, ha pubblicato una raccolta di versi in un libro collettivo bilingue inglese/italiano con Jacopo Ricciardi e lo svizzero Oliver Scharpf - di cui mi sono recentemente occupato - nella collana PlayOn di Scheiwiller, dal titolo If the music be the food of love, PlayOn) mi inviò in lettura una corposa silloge inedita, composta da versi e prose poetiche, intitolata La comunità assoluta. Io gli promisi un parere di cui gli sono ancora debitore; ora che la silloge è in via di pubblicazione, per sdebitarmi in qualche modo ve ne propongo qui un assaggio, il che costituisce comunque un parere implicito, ovviamente positivo.
NB: dei tre testi che seguono, solo gli ultimi due fanno parte della silloge così come verrà pubblicata; il primo, pertanto, resta un esclusiva per gli amici che mi leggono.

I cenci del santo
le stigmate candide del fiore di lebbra
sulla scena di un campo al mattino alla sera
non so se distinguo la luce dal grigio.
Di spalle
l'andare è divino
non lascia lo spazio a partenza e destino
l'andare di schiena è divino
è un bel riso sul campo del mondo,
ed ignora.
L'ignoranza del giorno è divina,
l'andare di spalle di un santo
il candore del fiore di lebbra
e monete nel fondo di un sacco.
La saccoccia del santo è divina
e la sua campanella uno scherzo
da insegnare agli uccelli.
Su qualunque percorso ci smarriamo nel mondo.
Diventiamo una nuvola bianca
come il fiore di lebbra.
enespace10
Tra una pattumiera e un distributore, su una panchina rossa.
La mia vita è uno straccio.
E' evidente, il mio cuore ti accoglie come un cielo.
La panchina è rossa come il distributore.
E' evidente che le buste della spesa mi segano le dita.
Evidente.
Io ti accolgo nella mia vita straccio perchè sono vuoto.
Sono per voi.
Le mie mani sono vuote. Il mio petto respire il respiro del cielo.
Le mie mani sono vuote, il sangue è rosso come questa panchina.
Voi andate, avete sangue. Andate.
Tra una pattumiera dalla quale mi aspetto che esca
il viso di uno scoiattolo
un topo
un uccello
e un distributore dal quale mi aspetto che esca
una coca-cola
mi fumo una sigaretta e la butto per terra a metà.
Il mio respiro è uno straccio, voi mi attraversate.
Il mio petto è attraversato dalla sigaretta
fumata a metà
che butto per terra.
Questo silenzio è insopportabile. Andate.
Lo stare seduto sotto lo straccio del cielo
è insopportabile. Venitemi a prendere.
Dalla pattumiera dalla quale mi aspetto che esca
il viso di uno scoiattolo sporco
non esce nessuno. Voi andate.
Continuate a vendere piante lungo una porta a vetri.
Le mie tasche sono vuote.
Pago ogni piantina con una malattia.
Venitemi a prendere.
Dal distributore dal quale mi aspetto che esca
una coca-cola
esce una coca-cola.
insilenzio2
io sono davvero un ebreo, con la luna, il messiah, tutto il resto. che per vivere al mondo, e godersi la luna, la notte, la sua shekinàh, poi gli spazi, ha un nome da non pronunciare. sopporta. ha messo fuori il fuori. io ho messo fuori il fuori e mi godo i miei passi la notte, al tabbaccaio al liquore. e come un ebreo, ho figli numerosi come grani di sabbia ciascuno con un proprio nome. io sono davvero un ebreo, dell'ebreo ho i pantaloni. io smercio il tabacco e i sigari ai giovani ariani, di notte, sotto le tettoie. poi torno con te sotto il braccio, con te che sei ora a duemila chilometri e mezzo, oltre il mare. ma sono un ebreo e per questo, tu sei qui con me, e la luna è bassa come le tue orecchie. io ti do un orecchino che compro coi soldi dei sigari con la morte a baratto, insieme al sorriso, venduto ai ragazzi. io ti do un orecchino, e tu non sei qui, ma ci sei, perché sono un ebreo e ti sorrido, se fumo e fischietto, è un canto latino di morte che scaccia gli uccelli. mi fa il vuoto intorno. è un epitaffio cantato, in un fischio, sulla strada di casa, e che fa il vuoto intorno, fa scappare gli uccelli. è un canto latino con parole sbagliate: io sono un ebreo. al tuo orecchio metto un orecchino.
Cari amici, l'anno nuovo vi porta nuovi poeti parmigiani: è la volta di Maria Vittoria Fiorelli, Alda Magnani e Paola Renzetti: buona lettura.