lunedì, 31 marzo 2008

Massimo Sannelli

Massimo Sannelli è nato ad Albenga nel 1973 e vive a Genova; alla poesia affianca una vasta opera critica e teorica. Tra i suoi lavori di poesia citiamo Due sequenze (Zona, 2002), La giustizia, due poemetti (Edizioni d'If, 2004), La posizione eretta (L'impronta, 2004 - versione online in www.miserabilia.it/segni.htm), Santa Cecilia e l'angelo (Atelier, 2005) e Nome, nome (Inedition, 2007).

perchè non è la mano, si parla

di questo peso: parodia dolorosa,

fino a pungere.

A Dio sono scene diverse,

appartamenti conchiusi, bene

là i tesori, è avuta così corona

incorruttibile, diversamente

corruttibile poi, amiche e amici,

suonatori, attori; voci corrono.

Il resto è più totale: con ardore

è difeso.

*****

le pareti sono domestiche,

seconde solo a questo,

che o tastiera o tavolo,

e consunto senza sue

punte e lame, che non

sforza, non oltre ora.

Della sirena è infantile

tremare, in alba, che

giù scalcia: è il mattino, tra

tra gli schizzi e i fili, primitivi

squilli e campane, ai muscoli

spostarsi, accelerare il rischio

*****

non pesa troppo l'aria, il cuore

è sano; lo stile è alla carne, solido

il pensiero "questo velo"; e il velo è

appena scosso, e sono segni sul

capo, i bei

capelli diradati e lunghi

i pochi ancora - perchè ?

i pomeriggi invocano amici,

madre, altri mai:

vanificare così il resto, anche

azzurro o marino: la testa

dolendo a lungo e gli occhi.

*****

gli odori di cucina

invaderanno l'aria

in più stanze; si sente

il Dio sacro, presente

nelle strutture antiche

e riaperte. La seconda

nascita vuole l'uomo

più buono, tutto nuovo.

Si penetra l'interno

per più vie; per più vie

si pubblica l'interno

vedendolo. Nell'ansia

la cosa si discerne

sola, non circoscritta

da altro essere: nuove

abilità e presenza,

che non toccano altro.

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categoria:sannelli massimo
venerdì, 28 marzo 2008

Il TappoHomer Munch

 

 

 

 

 

 

 

 

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giovedì, 27 marzo 2008

Antonio Porta (pseudonimo di Leo Paolazzi, Vicenza 1935 - Roma 1989), non è solo un grande poeta; è stato anche uno straordinario comunicatore e creatore di "cultura" (basti pensare ad Alfabeta e alla rassegna Milano Poesia).

Antonio Porta

Dopo la sua dolorosa e prematura scomparsa la città di Milano si è impoverita e il suo ambiente culturale è divenuto frammentario, né è più riuscito a ritrovare quello spirito comunitario e creativo che il suo grande carisma gli aveva donato.

In attesa - e con l'augurio - che la sua città di adozione gli dedichi l'attenzione e lo spazio che la sua figura merita, ecco qualche suo breve testo scelto qua e là.Antonio Porta 2

Modello per autoritratti 

Io non sono non c'è non chi è

non abito non credo non ho

cinquantanni ventuno dodici che c'è

quando bevo nell'acqua nuotare non so

con la penna che danza la polvere che avanza

non credo non vedo se esco né tocco

mangiare se fame digerire non do

prima corpo poi mente poi dico poi niente

è un'altra chissà se alla fine cadrà

né una vita né due né un pianeta né un altro

le grida non capisco le grida annichilisco

*

C'è un foro nella tessitura celeste

sopra si schiude una finestra rettangolare bianca

il gelo filtra dai vetri troppo teneri

il legno si scioglie nell'incendio

dentro una melodia che sale

una melodia che scende

piace anche al gatto

*
Prego che la poesia

                                                       per Andrea Zanzotto

Prego che la poesia

forte e pietrificata

in passato e futuro

voglia sgorgare adesso liquida

musica su da un pozzo inesauribile

(fin che l'uomo abiti la terra)

e questo scorrere sorgivo e antico

passa dal filtro mio

ma è poi di tutti,

insieme ci mettiamo in ascolto.

*

Per caso mentre tu dormi

per un involontario movimento delle dita

ti faccio il solletico e tu ridi

ridi senza svegliarti

così soddisfatta del tuo corpo ridi

approvi la vita anche nel sonno

come quel giorno che mi hai detto

lasciami dormire, devo finire un sogno.

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categoria:porta antonio
giovedì, 20 marzo 2008

Cari amici, ci rivediamo tra qualche giorno...Buona Pasqua

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mercoledì, 19 marzo 2008

Un altro grande se n'è andato: oggi è mancato Sir Arthur Charles Clarke, che è stato molto più di un grande scrittore di FantascienzaArthur Clarke.

Nato nel 1917 a Minehead, nel Somerset britannico, lavorò durante la seconda Guerra Mondiale per la Royal Air Force come esperto di radar; ma il suo più grande contributo fu l'idea che un sistema di satelliti geostazionari  avrebbe potuto cambiare, nel futuro, il sistema delle telecomunicazioni: per questo, ancora oggi, la fascia in cui oggi effettivamente sono posti i satelliti geostazionari da lui ipotizzati si chiama "fascia di Clarke", in suo onore.

Mentre ancora militava nella RAF, cominciò a vendere racconti di fantascienza divenendo in pochi anni uno degli autori più conosciuti ed apprezzati. Ha scritto numerosi romanzi e racconti, tra i quali Le sabbie di Marte (The sands of Mars, 1951), che in Italia battezzò la celebre collana di UraniaLe sabbie di Marte, La città e le stelle (The city and the stars, 1956) che ispirò il noto film Zardoz, e Incontro con Rama (Rendez-vous with Rama, 1973).

Ma la sua fama è legata sopratutto al racconto La sentinella (The sentinel) che diede l'idea a Stanley Kubrick per il celeberrimo 2001: Odissea nello spazio. Lo stesso Clarke ne scrisse la sceneggiatura, poi ne trasse un ciclo di quattro romanzi.

Dal 1956 alla sua morte, Arthur Clarke è vissuto a Colombo, nello Sri Lanka; uomo di grande cultura e di indomabile spirito, nel dicembre 2007, in occasione del suo novantesimo compleanno, ha registrato un messaggio video su YouTube (http://youtube.com/watch?v=eLXQ7rNgWwg)

Arthur Clarke 2

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categoria:clarke arthur
martedì, 18 marzo 2008

Attila Jozsef nacque a Budapest nel 1905 in una famiglia poverissima; facendo vari mestieri riuscì a completare gli studi universitari; partecipò in seguito al movimento operaio del suo paese, venendone espulso perchè non ritenuto in linea con l'ortodossia dello stesso. Sfinito dalla perenne miseria, si uccise nel 1937 gettandosi sotto un treno. Attila JozsefLe sue poesie e le sue traduzioni poetiche vennero riunite in una raccolta postuma pubblicata l'anno successivo.

Il dolore è un postino grigio, silenzioso,

col viso asciutto, gli occhi di un azzurro chiaro,

dalle sue spalle fragili pende

la borsa, il vestito è scuro e consumato.

Nel suo petto batte un orologio

da pochi soldi, timidamente sguscia

di strada in strada, si stringe ai muri

delle case, sparisce in un portone.

Poi bussa. E ha una lettera per te.

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Nello stretto cortile, lentamente,

come dal fondo di un pozzo, ora la luce

ritira la sua rete.

Già l'ombra ha sommerso la nostra cucina.

Sui cenci oleosi del cielo

si ferma e sospira la notte:

poi scende dalla città nei sobborghi,

poi si incammina attraverso la piazza

ed accende un po' di luna, che arda.

L'umidità fruga nel buio,

fa piombo la polvere della strada.

La bocca dell'osteria vomita una luce guasta;

la sua finestra ha un riflesso di pozzanghera.

Tutto è umido, tutto è pesante.

La muffa disegna la carta

geografica dei paesi della miseria.

Il tuo vento umido e appiccicoso è come

lo sventolio delle lenzuola sporche,

o notte !

Penzoli dal cielo come sulla fune il cotone sfilacciato,

come sulla vita la tristezza,

o notte !

Grave è la notte ! Pesante è la notte !

Così dormo, o fratelli, pure io.

Che la sofferenza non morda l'anima nostra,

né il corpo ci pizzichino le cimici.

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Ed ecco apparire la locomotiva.

Abito accanto alla ferrovia. Di qui vanno

e vengono i treni, li guardo e riguardo

un trascorrere in volo di lucide finestre

in un buio stopposo che vacilla.

Così se ne vanno in una eternità di notte

i giorni luminosi

e son io nella luce di ogni scomparto

che appoggio il gomito, e taccio.

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categoria:jozsef attila
venerdì, 14 marzo 2008
Belle facce, veramente, alcune note, altre meno ("puntare" il mouse può aiutare...); ne abbiamo sempre bisogno, ma in certi periodi - tipo questo - più del solito.Abaj KunanbaevAlberto BertoniAlda MeriniDino CampanaEmily DickinsonEugenio MontaleGiovanni GuareschiPaulo CoelhoSalvatore QuasimodoSylvia PlathTomaso BingaVirginia WoolfVladimir Majakovskij
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categoria:belle facce
martedì, 11 marzo 2008

Oljas Sulymenov è nato nel 1936 ad Alma-Ata; dopo essere stato ambasciatore del suo paese in Italia, attualmente è delegato permanente della repubblica del Kazakhstan presso l'Unesco di Parigi. A quanto mi risulta, questa è la prima apparizione di sue poesie in Italia.Oljas Suleymenov

Tu sei come il miele

quando me ne ricordo mi fanno male

i denti.

Sei come uno scherzo

che fa lanciare delle urla

sono malato, chi mi offenderebbe,

dimmi un po ?

Ho visto l'inferno, se adesso

potessi vedere il paradiso !

Ah ! perchè allora altri

ti amano

non amare, gli uomini non sanno

neppure...

Questi porci schiamazzano come

vitelli

non sono uomini ma

cavalli !

Ma quando la lingua ferisce

i denti

ma quando gli occhi bruciano

le pupille ?

Come, dici tu, non puoi avere l'aria

scontenta,

guardare tutto questo

e mantenere buone maniere ?

E nella notte non versare

lacrime, come una rana

ama gracidare

come una vedova

ama piangere

come un pesce

nuotare

io ti amo come un debole

ama il pericolo

come un asino l'erba

come il sole il cielo del mattino.

Sei avara, vivere per te non ha nulla

di emozionante

anche un mendicante mi ha regalato un

tozzo di pane

come si dona il latte a un

bambino.

Se io mi chiamassi, idiota che non solo altro,

Omar Khayyam,

se fossi, maledetto che sono, Hafiz,

se fossi Mahambet, avrei !...

Soltanto che tutti i versi sono già

stati scritti.

Così ci amavamo sui monti e

nella steppa,

così ci amavamo ridendo e piangendo.

Si può amare

diversamente ?

Io ti amo così

quanto ti amo.

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categoria:suleymenov oljas
giovedì, 06 marzo 2008

Mi è giunta notizia di un grave furto subito dal noto e bravo saxofonista romano Maurizio Giammarco: rilancio qui il suo appello, sperando che la cosa possa essergli di qualche aiuto e pregando chi mi legge di fare altrettanto.

Maurizio Giammarco

 

 Cari amici e colleghi,
 vi scrivo in tristi circostanze in quanto, la notte fra giovedi e venerdi
 mattina, ho subito una visita di ladri che, fra le altre cose, mi hanno
 sottratto i seguenti strumenti:
 
1. Sax Tenore Selmer Super Balanced Action - serial n.54.XXX (sono piuttosto
 sicuro che sia 54125) - slaccato 'pure brass' ossidato
 
2. Sax Tenore Selmer Mark VI - serial n. 98.485 - color oro con lacca
 originale in buonissime condizioni.
 
3. Sax Contralto Selmer Mark VI - serial n. 95.XXX - lacca oro originale,
 chiavi argentate, in buone condizioni (si riconosce dalla campana che ha
 perso la lacca) in custodia nera bipartita predisposta a contenere anche
 soprano.
 
4. Sax Contralto King Super 20 - serial n. 320.602 - color oro, chiver in
 argento, con lacca originale in praticamente perfette condizioni e in
 custodia originale.
 
5. Sax Soprano Yamaha YSS 62 - serial n. 6663 - color oro con lacca
 originale in eccellenti condizioni e in custodia originale.
 
I sassofoni sono stati rubati con le relative custodie contenenti bocchini,
 ance, accessori ed oggettistica varia.
 
Inutile dire che vi prego ovviamente di contattarmi qualsiasi informazione
 relativa ai seguenti strumenti arrivi alla vostra portata.
 Un caro saluto
 Maurizio
 
Maurizio Giammarco
 Via Dei Costaroni 99 00060 Riano (Roma)
 06-9081490 335-6684885

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categoria:giammarco maurizio