lunedì, 10 novembre 2008

Spazio TadiniCari amici,

giovedì prossimo, 13 novembre, alle ore 21, alla Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano, verranno festeggiati i primi 25 anni di impegno poetico di Maria Pia Quintavalla; assieme all'autrice saranno presenti il critico Leopoldo Carra, l'attrice Viviana Nicodemo e il chitarrista Giovanni Monteforte; con l'occasione verrà presentata l'antologia Selected Poems edita negli USA dalla Gradiva Publications. Mi unisco volentieri ai festeggiamenti - cui vi invito, se ne avete la possibilità, a partecipare - regalandovi questa sua poesia:


Le nubi sopra Parma



I)



Le nubi, alla maestà delle

nubi che sfilacciando sé protendono

a mute mutazioni

deliranti mute, di una musica che sogna

Musica aria!


Aria gonfia di spirito in stato di ventosa

aura, e arcipelago di breve sogno

grigio di acqua e gonfio, mentre si riavvicinano

mentre danzano mentre mentono

toccandosi il dito

lì menzogna e sorrisi, e raggi abbacinati

bianchi buchi morsi di seme vuoto;

dondola una gondola piano nel divenire

feto di un fiatare breve

o di una lieta massa

molecolare invasa, a sé preclusa,

i l c i e l o -


Il cielo se le scopre come

manto acquoso ma di già solido

capace a vagare nel silenzio

e pini e braccia

che dalla terra tentano

toccarle - nubi.

Nubi serene e vuote senza

vita forte del liquido aggregarsi ai

gas, che nuotano nervini o bei

turchini, calcati dalla luce

e s p l o d o n o

in ricami arcani bei disegni


buoni segni di un raggiunto

corpo astrale.



II)



Tu le ami - mi dici - gli somigli

ed io convinta a te contemplo

il piacere a me non ricambiato dell’apparire

e dello scomparire andando,


migrando in suoni di campane.

Morire, e poi sorridere

fiorire. svenire farsi udire

densa materia e semi

continente che alle spalle solidifica

in segreto ma campale astrale,

bambino corpo

bianco spugnoso a capofitto,

prima che il sole lo trafigga.

Andate, andate

altrove - nubi sfiatate

da menzogna in spirito divino

nubi bambine come stelle

non atte a prendere dimora sulla terra,

terra beata e grassa abituata

a sostare, o peggio essere

fondamenta incosciente delle più

sementi o voi beate,

incaricate di giornate e sogni

galoppati e vuoti di dimore

d’aria, palafitte pregne di

un’equanime sostanza ai più –

in sostare.



Insetti ronzano,

cicale e mosche su quel prato

ma le nubi incostanti e dense,

dolci al suo sentire c o n t r a d d i c o n o

chiare e opache

il suo destino.



Piccole a fiocchi senza

più sentieri invase

e noi vedenti sotto il bel confine

che da cielo a terra tracciano,

confini incerti luminosi della mano

che non vola basso

ma dal basso e per vedute vie,

qui circonfuse esse vagheggiano

più chiaramente e nudo

il p a r a d i s o il suo

bel fine.

postato da: bertop alle ore 13:03 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1   10 Novembre 2008 - 16:08
 
Grazie per questa segnalazione.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ValentinaD

#2   11 Novembre 2008 - 13:56
 
Mi considero invitata, allora! Grazie dell'invito..in uno spazio bellissimo e con forte memoria, come quello che fu lo studio di Emilio Tadini, ora diretto da Melina e Francesco..con gli stessi amici ed artisti di sempre.
Maria Pia Quintavalla
utente anonimo

#3   11 Novembre 2008 - 16:19
 
grazie per questa segnalazione!!
sono molto lontana , ma ci sarò col pensiero...

è bello leggere Parma, quando si è fuori!!!

***capace a vgare nel silenzio**

graziee
chicca
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiccama

Commenti

categoria:quintavalla maria pia