mercoledì, 12 settembre 2007

L'amico e poeta Luca Ariano (nella foto è quello al centro tra Marco Merlin, alla sua destra,  e  Massimo Gezzi) mi ha fatto dono di un suo inedito fresco fresco di "penna". Nel ringraziarlo ve ne faccio dono a mia volta, augurandovi una buona lettura.Luca Ariano

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Mancavi da tre anni dalla Metropoli

e ci sei tornato due volte in meno

di tre giorni – forse per la paura d'abbruttirti

come lui che parla solo davanti ad un monitor

o Giovanni – quattro volte che smette di fumare,

per non diventare un precoce necrologio

sul giornale ma quando bruciano i gangli s'accende una paglia.

Certo non potevi pensare fosse un motivo

di Gaber e Jannacci: le ringhiere

occupate prima d'esser ruspate, lì dove da quasi due secoli

si sentivano i passi di una sola famiglia;

una di quelle trombe d'aria di fine estate,

di quelle che radono pioppi mai ripiantati,

che fanno spuntare pioppini per il risotto

e palazzine nuove con vista stazione.

L'Enrico con qualche sua paura – forse perchè nel Paesone

già sanno tutto di lui, scende

con una canna di fortuna, rubata davanti un cassonetto

tra carruggi smaltati di sole e bagnati di fiori,

dopo una sera d'amore di sabbia:

lo sa che domani lui odorerà il muschio della notte,

cercato da una vita per il suo presepe natalizio.

postato da: bertop alle ore 08:49 | Permalink | commenti (1)
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