martedì, 13 novembre 2007

Poeta di lingua danese, è nato nel 1944 a Buenos Aires e si è laureato in semiologia linguistica alla Sorbona; è il maggiore esponente della corrente danese della semiotica cognitiva. La regina di Danimarca gli ha attribuito l'onorificenza della Croce dell'Ordine di Dannebrog per l'onore apportato alla nazione.

Per Aage BrandtLe poesie che seguono sono state tradotte da Eva Kampmann e fanno parte di una scelta pubblicata sul numero 1 della bellissima rivista on-line Smerilliana, che vi invito a consultare. (http://www.smerillo.com/smerilliana)

il gatto s' appiattisce sulla ghiaia bianca e annusa

una farfalla notturna, infatti è notte, e gli insetti ruotano

intorno a tutti gli oggetti bianchi, quasi fossero luci,

cani e mezzi di trasporto cantano tra i fianchi dei monti,

dove abitano gli uomini,

cediamo lo spazio agli oggetti e ci caliamo sipari d' immagini

sopra gli occhi,

la notte è più pesante dei nostri corpi, molto più fredda

e più esperta

.

comincio a conoscere me stesso

dal trotto, id est il lavoro delle gambe,

quel che le braccia, le mani e le pieghe

del viso potrebbero mai fare

nel frattempo, e non è cosa

da poco, ma non fa alcuna differenza,

in quanto questo lavoro conduce

colà dove porta, sebbene con

variazioni, che non cambiano punto

la situazione, la via, l' innominabile via

                                    (...al servizio di una causa superiore]

.

fra poco sarà tardi, la bianca quadratura della luna

veleggia indissolubile e incontrastata sulla volta,

sotto la molteplicità degli dei, questa voce sola,

ferita da notti e giorni, sfregiata e lucida come

una vecchia canzone, il cui ritornello

è nuovo e sempre lo stesso. a dispetto delle

metamorfosi degli eterni, fra poco discenderanno tra

i mortali e li moltiplicheranno nella beatitudine

e nel dolore, come una pioggia d' oro, torrenziale, mentre

il cerchio della vela d' argento ripete: in girum imus 

postato da: bertop alle ore 09:25 | Permalink | commenti (1)
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