Poeta di lingua danese, è nato nel 1944 a Buenos Aires e si è laureato in semiologia linguistica alla Sorbona; è il maggiore esponente della corrente danese della semiotica cognitiva. La regina di Danimarca gli ha attribuito l'onorificenza della Croce dell'Ordine di Dannebrog per l'onore apportato alla nazione.
Le poesie che seguono sono state tradotte da Eva Kampmann e fanno parte di una scelta pubblicata sul numero 1 della bellissima rivista on-line Smerilliana, che vi invito a consultare. (http://www.smerillo.com/smerilliana)
il gatto s' appiattisce sulla ghiaia bianca e annusa
una farfalla notturna, infatti è notte, e gli insetti ruotano
intorno a tutti gli oggetti bianchi, quasi fossero luci,
cani e mezzi di trasporto cantano tra i fianchi dei monti,
dove abitano gli uomini,
cediamo lo spazio agli oggetti e ci caliamo sipari d' immagini
sopra gli occhi,
la notte è più pesante dei nostri corpi, molto più fredda
e più esperta
.
comincio a conoscere me stesso
dal trotto, id est il lavoro delle gambe,
quel che le braccia, le mani e le pieghe
del viso potrebbero mai fare
nel frattempo, e non è cosa
da poco, ma non fa alcuna differenza,
in quanto questo lavoro conduce
colà dove porta, sebbene con
variazioni, che non cambiano punto
la situazione, la via, l' innominabile via
(...al servizio di una causa superiore]
.
fra poco sarà tardi, la bianca quadratura della luna
veleggia indissolubile e incontrastata sulla volta,
sotto la molteplicità degli dei, questa voce sola,
ferita da notti e giorni, sfregiata e lucida come
una vecchia canzone, il cui ritornello
è nuovo e sempre lo stesso. a dispetto delle
metamorfosi degli eterni, fra poco discenderanno tra
i mortali e li moltiplicheranno nella beatitudine
e nel dolore, come una pioggia d' oro, torrenziale, mentre
il cerchio della vela d' argento ripete: in girum imus







