Il panorama della poesia pullula di realtà di grande spessore che troppo spesso sfuggono, per innumerevoli possibili motivi - primo dei quali l'assenza totale di interesse da parte dei media - all'attenzione anche degli "addetti ai lavori".
Uno di questi casi è quello del poeta marsigliese Louis Brauquier (1900 - 1976), al quale, per fortuna, è stato dedicato da Francesca Mazzuccato un eccellente saggio edito sotto forma di @book dalla KULT Virtual Press (http://www.kultvirtualpress.com) liberamente scaricabile.
Giusto per invogliarvi alla lettura ecco due poesie di Brauquier nell'originale e nella traduzione della stessa Mazzuccato:
Soir sur les moles
Le charbonnier jette sa veste sur l' epaule,
la sirène des Docks hurle un cri déchirant,
huilant d' ombre les rues grinçantes des palans.
La nuit cale sa bache lente sur les moles.
Transatlantiques noirs, sur des horizons roses
qui semblent faits d' unvol immense de flamants
arretés et debout au bord du firmament,
les paquebots pensif aux écoutilles closes,
balancent leurs grands mats nostalgiques et doux;
le timoniers des aventures tient la barre
du cargo migrateur que mon Désir amarre
au flanc du quai battu de l' eau noire qui troue
le fanal du gardien qui regarde le phare.
(Sera sui moli - Il carbonaio getta la giacca sulla spalla, / la sirena dei Docks urla un grido lacerante, / oliate d'ombra le strade, cigolanti i paranchi. / La notte cala la sua coltre, lenta, sui moli. / Transatlantici neri si stagliano su orizzonti rosati / che sembrano composti da un volo immenso di fenicotteri / fermati e respinti al bordo del firmamento, / i piroscafi pensierosi con i boccaporti chiusi, / bilanciano i loro grandi alberi nostalgici e dolci; / il timoniere delle avventure tiene il timone / del cargo migratore che il mio desiderio ormeggia / a fianco della banchina battuta dall' acqua nera che squarcia / il fanale del guardiano che controlla il faro.)
Mémoire
Le temps érode les images, les souvenirs
avec lesquels nous ne pensions pas pouvoir vivre;
il ne nous en laisse qu' une amertume triste;
et quelques points sensibles, a ne pas toucher.
On regrette parfois de ne plus en souffrir,
tellement ils méritaient que l' on s' en souvienne.
C' est la vie qui s' en va de nous, c' est une absence
qui nous laisse plus seuls, sans peine, sans amour.
(Memoria - Il tempo corrode le immagini, i ricordi / senza i quali noi pensiamo di non poter vivere; / non ci lascia che un' amarezza triste / e qualche punto sensibile, da non toccare. / Ci dispiace, talvolta, d'aver smesso di soffrirne / talmente meritavano di esser ricordati. / E' la vita che se ne va da noi, è un'assenza / che ci lascia più soli, senza pena, senza amore.)







