Ho una spiccata simpatia per i poeti poco letti, poco citati, qualche volta poco amati.
Nazareno Cardarelli (in arte Vincenzo) è, secondo me, tra questi; sarà per il carattere, sarà per l'avventura vociana, sta di fatto che di Cardarelli si parla poco e poco (a meno di smentite benvenute) lo si legge.
In regalo (ovviamente) questa breve lirica del 1916.
AMICIZIA
Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam rispettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.







