lunedì, 19 novembre 2007

Pere Gimferrer è nato a Barcellona nel 1945; la sua produzione è scritta sia in catalano che in castigliano, e comprende poesia, narrativa e saggistica; notevole anche l'attività di traduttore dal francese e dall' inglese (Beckett, Wilde, Stendhal e De Sade tra tanti). Poeta tra i più rappresentativi della sua generazione, è uno dei principali propougnatori dell'estetica novìsima. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Nacional del las Letras Espanolas come riconoscimento per il complesso della sua opera.

In italiano è possibile leggere Marea solare, marea lunare - 1963 / 1998 (Pagliai Polistampa).Pere GimferrerPere Gimferrer 2 

Una sola nota musicale per Holderlin

Se perdo la memoria, che purezza.

Nell' azzurra merlatura la sera indugia,

trattiene il suo oro in maglie lontanissime,

filtra la luce da un' ultima fessura, si propaga e mi tradisce

come un arco che trema nell' aria accesa.

Cosa aspettava il silenzio ? Principi della sera, quali palazzi

calpestò il mio piede, quali nubi o scogli, quale stellato paese ?

Durò più di noi quella rosa morta.

Com' è dolce ascoltare il rumore con cui girano i pianeti dell'acqua !

Arde il mare

Oh, essere un capitano di quindici anni

vecchio lupo di mare le vele spiegate

le sirene dei porti e la fuliggine e il silenzio nelle

        chiatte

le pipe fumanti degli armatori dipinti ad olio

gli scioperi degli scaricatori le gru ferme davanti al cielo

        di zinco

le sparatorie notturne nella darsena vampate un corpo

        in acqua con un botto sordo

il fumo nei bar

Dick Tracy i vetri appannati la musica zingara

i racconti di polipi serpenti balene

di oro sepolto e di filibustieri

Una polena il vecchio dio Nettuno

Una dama alle Antille ride e agita il ventaglio di madreperla

          sotto gli alberi di cocco.

Leggenda

E come avvolto tra fiamme o splendore invisibile

un cavaliere nella città, perché l' amore è il mio scudo;

più in là rifulge il silenzio, i pozzi dell' infanzia,

gli occhi verdi di un bambino e il fruscio della tua pelle.

le tue mani, come due aironi feriti e tremanti,

e i tuoi capelli e le tue labbra nella bionda primavera,

così vicini a me, amore mio, come la luce del silenzio,

come due apparizioni trasfigurate dell' amore:

solo un corpo traslucido nell' oscurità del sole.

postato da: bertop alle ore 08:48 | Permalink | commenti (2)
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