lunedì, 12 maggio 2008

Cari amici, vi segnalo volentieri un'iniziativa che avrà luogo oggi pomeriggio a Milano, presso la bella Sala Barozzi attigua alla Scuola Media "Vivaio", più nota come "Istituto dei Ciechi"; si tratta di una scuola veramente particolare, dedicata in  origine solo ai non vedenti e agli ipo-vedenti, ma da parecchi anni aperta anche all'utenza normodotata.

E' una scuola- preciso che si tratta di una media pubblica - molto impegnativa, che prevede, oltre alle materie previste per tutte le medie, corsi di insegnamento supplettivi - a cominciare dalla musica (teoria e pratica strumentale, fatte a livello molto elevato); chiede molto, ma offre anche molto ai fortunati che vi accedono: fortunati, in realtà, non è il termine giusto, perchè i bambini che intendono entrare vengono sottoposti a un test selettivo - concernente le doti attitudinali per la musica - non facile da superare e di fatto il diritto di frequentarla se lo conquistano.

LocandinaPoetiAmilano-web

Ne approfitto per sottoporvi tre testi, uno ciascuno per i tre importanti poeti che partecipano all'iniziativa, che, preciso, è aperta al pubblico.

Vivian Lamarque

Vù Cumprà


Agosto ce ne andiamo

vi lasciamo Milano

vigilate voi, noi assenti

sulle nostre case eleganti

sui bei ladri distinti

sui governanti

noi ce ne andiamo, vi lasciamo

i nostri cani adorati

affamati assetati

ce ne andiamo, vigilate voi

sulla statuina che è d'oro

che non se la portino via

vi lasciamo in compagnia

i nostri cani adorati

affamati assetati

e poi piccioni e piccioni

e sotto i piccioni

statue dai grandi nomi

statue rinomate

ma voi come vi chiamate ?

Vi abbiamo tolto anche i nomi

nelle nostre città

vigilate voi, voi Persone

che chiamiamo Vù Cumprà.

Franco Loi

Forsi u trema cume de giass fa i stèll,

no per el frègg, no per la pagura,

no del dulur, legriass o la speransa,

ma de quel nient che passa per i ciel

e fiada su la terra che rengrassia...

Forsi l'è sta cume che trèma el cor,

a tì, quan'ne la nott va via la luna,

o vegn matina e par che 'l ciar se mor

e l'è la vita che la returna vita...

Forsi l'è sta cume se trèma insèm,

inscì, sensa savèl, come Diu vor...


Forse ho tremato come di ghiaccio fanno le stelle, / non per il freddo, non per la paura, / non del dolore, del rallegrarsi o per la speranza, / ma di quel niente che passa per i cieli / e fiata sulla terra che ringrazia.../ Forse è stato come trema il cuore, / a te, quando nella notte va via la luna, / o viene mattina e pare che il chiarore si muoia / ed è la vita che ritorna vita.../ Forse è stato come si trema insieme, / così, senza saperlo, come Dio vuole...

Maria Pia Quintavalla

Maternale

spesso ti dissolvevi andavi

via ed io imperfetta ne ordino l’ordito muto

diniego di muta esistenza la sua incandescenza

è motivo della mia gloria sempre


io loderò la forma che mi ha preceduta

di quella che viene ancora

non conosco lega leggera

di pensiero piumaggio breve.